Quando il mondo della cultura si mobilita per fare del bene, senza chiedere nulla in cambio, il gesto non deve passare inosservato. Soprattutto perché siamo in pieno periodo natalizio dove i regali si devono fare col cuore.

A Vercelli, Emergency, vive grazie a un nutrito gruppo di volontari che sabato 19 dicembreavranno il loro palcoscenico nella chiesa di San Lorenzo dove, dalle ore 21, avrà inizio lo spettacolo benefico “Natale con Emergency”. Se questa serata si è potuta concretizzare è per lo spirito caritatevole di Paola Bernascone Cappi che ha mobilitato anche il  prestigioso Coro dell’Università Popolare di Vercelli per dare il giusto smalto alla cerimonia.

Sandra Cavezzale, attiva sostenitrice dell’associazione umanitaria, racconta il profilo meno noto dell’Emergency made in Vercelli.

«A Vercelli all’inizio del 1999 è nata l’associazione “Incontri e Percorsi”, fortemente voluta dall’avv.to Dibitonto, che anticipando i tempi prestava aiuto ai migranti offrendo vitto, alloggio e assistenza sanitaria. Dalle sue ceneri, nel 2010, è emersa l’intenzione di proseguire la nostra attività nell’assistenza sanitaria riunendo un gruppo di sostenitori, che per un caso, da anni erano tutti tesserati di Emergency».

Come si svolge il vostro servizio?

«Per fortuna le istiuzioni del territorio ci danno una mano, permettendoci di presenziare alle più importanti iniziative con i nostri banchetti informativi. La raccolta fondi avviene essenzialmente durante le giornate di tesseramento e con la pratica del 5 per mille, anche se il timore diffuso è che prima o poi questa importante risorsa di finanziamento venga meno».

Alcune associazioni usano i promotori detti nel gergo “motivatori” ma per voi è diverso.

«Si Emergency non usa queste persone che martellano il prossimo per indurlo all’acquisto della tessera o a devolvere offerte. Noi preferiamo inserirci in eventi che hanno ricaduta sul territorio, come è stato pochi mesi fa con la partita del cuore tra chef stellati e veterani della Pro Vercelli».

Fino a poco tempo fa lo scopo di Emergency era portare cure nei paesi martoriati da povertà e guerra, ora anche vi siete radicati anche in Italia. La crisi ha creato situazioni critiche?

«Nel Bel Paese il nostro impegno concreto si traduce nel prestare aiuto in quelle zone del Sud Italia, dove in concomitanza con la raccolta degli agrumi si levano città sommerse di migranti che abitano vere e proprie baraccopoli, offriamo assistenza alle prostitute e in certe città giriamo a bordo di Polibus, ovvero ambulatori mobili».

Spesso diventiamo diffidenti quando i soldi delle donazioni non si sa dove finiscono…

«Con noi è diverso. C’è una fiscalità maniacale e siamo una delle poche associazioni che ha un bilancio certificato».

Cosa vuole dire ai vercellesi che ancora non vi conoscono.

«I bisogni di Emergency sono tanti, tanto è il lavoro profuso in Italia e nel mondo. Oggi siamo anche in Libia, là dove inizia a prendere piede il terrorismo dell’ISIS e presto spero che riusciremo a superare gli ostacoli che ci hanno impedito di andare in Siria. Servono sostenitori anche giovani per portare avanti la nostra missione. Vi aspetto sabato sera per capire più da vicino chi siamo e cosa facciamo».