Una promessa va mantenuta e se lo staff dell’Università Popolare ha programmato una gita all’Expo, a settembre, è intenzione di tutti, in primis della mecenate Paola Bernascone e del suo responsabile dell’Area turismo Pier Luigi Pensotti, preparare adeguatamente i partecipanti. Da qui l’idea di organizzare una conferenza introduttiva, ospitata lunedì nelle aule dell’istituto Cavour. Expo è un trais d’union tra passato e presente; nei padiglioni di acciaio di Milano prosegue quel monito che i padri affidarono per la prima volta al Crystal Palace di Londra e poi alla Tour Eiffel di Parigi, nel 1889, con l’intento di celebrare i progressi tecnologici dell’epoca ma anche di favorire lo scambio e la trasmissione delle conoscenze. Se oggi si guarda con ammirazione all’imponente reticolato di metallo, vetro e legno, allestito alle porte di Milano, a breve ci si meraviglierà per la location di Dubai, la vera culla del rinascimento artistico. Quale contributo poteva apportare un’accademica dell’Accademia Italiana di Cucina del calibro di Paola Bernascone? Expo 2015 richiama inevitabilmente il tema del cibo e le numerose sfide che si dovranno affrontare per garantire al pianeta un nutrimento ecosostenibile. A breve la popolazione mondiale sfiorerà i 9.2 miliardi di persone e all’orizzonte solletica l’idea, in parte rivoltante, di usare insetti, cavallette e larve – come attualmente fanno 2 miliardi di persone nel globo. Dopotutto se chef stellati come Carlo Cracco, sostiene Paola, hanno proposto gamberetti su letto di larve secche, uovo impanato con buffalo bugs…e proprio il caso di dirlo, «non sono lontani i tempi in cui si pasteggerà a suon di “Bug appetit!”».

