“Il segreto per cogliere un libro è calarsi nella mente del suo autore”
parola di Fabio Ponzana.

Siamo una società frenetica, sempre in corsa. Un’ansia di vita che impedisce il piacere di leggere un libro, divorarlo, calarsi nei panni del suo autore. Leggere costa fatica, quel tempo trascorso nel sollazzo della lettura viene meno alle regole che governano la nostra società dove ciò che conta è l’ossessione compulsiva per i social network, la condivisione a tutti i costi di ogni istante della nostra esistenza. Anche poche parole sgrammaticate scritte di getto sulla bacheca Facebook ottengono il gradimento degli amici. Non servono pensieri profondi, lo sforzo è minimo, la resa massima!. Un approccio alla vita cui sfugge Fabio Ponzana, il nuovo protagonista di uno dei cavalli di battaglia della formazione accademica dell’Università Popolare di Vercelli. Perché la presidente Paola Bernascone Cappi che oggi, mercoledì 26 ottobre, terrà a battesimo il primo appuntamento dell’anno con il Club di Lettura 451 cede il testimone a un vero amatore delle humanae litterae. Se servisse dirlo, Fabio Ponzana non è social nel senso di tecnologicamente connesso. Ha uno smartphone, non ha Facebook, come ci tiene a sottolineare “se ne tiene alla larga”.

Classe 1964, diplomato al Liceo Classico di Vercelli, sceglie gli studi di medievalistica a Torino ma ben presto, consapevole che “con la storia non si mangia” vira per le nuove opportunità offerte dalla Scuola transnazionalista di Palo Alto dove si compie una vera rivoluzione epistemologica nello studio della Comunicazione. Comunicazione appunto, un tema che diventerà centrale nella carriera professionale del letterato vercellese il quale, dopo una lunga esperienza come responsabile della selezione del personale in piccole e medie imprese, sale in cattedra per insegnare psicologia della comunicazioni nelle agenzie formative del territorio. Ed è qui, in questo contesto a contatto con i giovani vercellesi alle prime esperienze lavorative che Fabio diventa pienamente social, perché lui coi ragazzi dialoga costantemente, comprende le loro frustrazioni e li aiuta a dare il meglio.  Il suo lavoro non è ostacolo alle passioni, così come non lo è l’amore per la Juventus e la Pro Vercelli. Prof Ponzana legge almeno un romanzo e un saggio al mese e quando in città si presenta un autore, sia esso del calibro di Eliezer Wiesel, Amos Oz o Marco Scardigli, è quasi un obbligo che per far emergere il senso del testo e le motivazioni dello scrittore ci sia Fabio Ponzana nei panni di moderatore.

 

Dunque Fabio cercherai di riportare tra i vercellesi l’amore per la lettura?

Spero che gli appuntamenti con il Club 451 siano più frequenti della cadenza mensile, la lettura di un libro va accompagnata, il libro lo si fa in due. Quanto scritto dal suo autore viene necessariamente completato dall’interpretazione che ne fa il suo lettore e non potrebbe essere altrimenti.

La lista dei libri che hai proposto per il club ha entusiasmato la Presidente Bernascone, per citare solo alcuni autori Pierre Lemaitre, Alain Claude Sulzer… qual è il tema della tua scelta?

Non ho proposto un unico tema, a mio parere si può leggere di tutto basta avere la voglia di calarsi nella mente dello scrittore. Dal canto mio voglio offrire un’occasione di libertà. Leggere è la nostra libertà, è il nostro diversivo a una realtà che spesso non ci piace e vorremmo mutare. Amos Oz, uno degli intellettuali ebraici più influenti, riflette sull’importanza della lettura e dice «se tu sai leggere, hai il mondo e tutto ciò che ci circonda» un messaggio di cui spesso dimentichiamo l’importanza.

Hai la fortuna di conoscere molti apprendisti vercellesi che, con i tuoi insegnamenti, costruiscono la loro identità nel mondo del lavoro. Cosa puoi dirci dei giovani? Sono davvero così privi di volontà e di grinta?

Credo che Vercelli abbia molti talenti inespressi. La città va penetrata, dobbiamo solo dare la possibilità di sprigionare questa ricchezza interiore e farne tesoro. Ci accusano di essere provinciali, ma Vercelli è una città ricca dentro.