Il linguaggio: una valida terapia per il benessere psicologico
Hanno ripercorso le pagine più rappresentative di “Capelli. La nanostoria di Nena” le riflessioni della scrittrice Roberta Invernizzi che, durante l’ultimo psicoaperitivo, ha coinvolto i partecipanti in una originale riflessione sul legame tra psiche e linguaggio. Gli interventi della psicologa e psicoterapeuta Maria Elena Michelone hanno toccato argomenti intimi come le relazioni affettive, aprendo una digressione su quelle tra padri e una figlie. Dai contributi dei partecipanti, coinvolti e proattivi, sono emerse interessanti considerazioni sul valore che assume l’autonarrativa nella vita di ognuno di noi, attraverso lettere o diari. «I presenti hanno riflettuto sull’uso del linguaggio e sui molteplici rapporti che, grazie ad esso, possiamo stabilire, legami spesso spontanei e naturali ma non mancano quelli maggiormente intrisi di “filtri”, come pudori, silenzi, aggressività e quindi a rischio di incomprensioni» commenta Roberta Invernizzi. E’ dalle pagine di Nena che si è avuto l’esempio più pragmatico di come la parola possa diventare una sorta di gioco, specchio di un mondo interiore difficile da decifrare. «Nena si rivela una vera sperimentatrice in quanto all’uso della parole e Nino, il padre, prova a seguire le sue tracce per comprenderne l’esistenza e la sua fine» rimarca l’autrice. Lo psicoaperitivo, grazie al ruolo terapeutico di una psicologa e di una scrittrice, si è così rivelato un’occasione per liberarsi di paure e pregiudizi, storici nemici del benessere psicologico. Al contrario, la predisposizione al confronto e l’apertura verso il prossimo si sono dimostrate occasioni costruttive per sé e per chi ci circonda.



