
Marco Barnabino: ritratto di un’arte e di un’ambizione che guarda a Shangai
Marco Barnabino, classe 1969, ha ricevuto il preziosissimo incarico di condurre una delle quattro conferenze che celebrano il connubio tra Italia e Cina, in occasione della Biennale. Paola Bernascone Cappi, storica Presidente dell’Università Popolare nonché regista del ciclo di conferenze -patrocinate dall’Amministrazione Comunale di Maura Forte- “Marco Polo: viaggio per immagini e suggestioni tra Italia e Cina” ha investito il suo astro più brillante del compito di condurre uno dei quattro appuntamenti in cui si racconterà, adottando una prospettiva sempre diversa, il legame tra due realtà distanti ma non per questo antitetiche. E’ dunque un passo obbligato conoscere chi si nasconde dietro l’obiettivo della Reflex.
Marco, quando hai deciso di fare dell’obiettivo della macchina da presa lo strumento privilegiato della tua comunicazione? Un laureato in Economia e commercio come si è affermato fotografo?
Proprio mentre stavo studiando Economia e collaboravo con il bisettimanale “La Sesia” è nata la passione per la fotografia, per il reportage fotogiornalistico in particolare. Ho poi appreso che anche Salgado è laureato in Economia, spero sia un buon auspicio per la mia carriera…comunque la passione per la fotografia è veramente trasversale!
Nella tua carriera da cosa ti sei fatto ispirare…quali sono i fili conduttori su cui corre la tua luce?
Come tanti sono stato folgorato da Cartier Bresson, poi ho scoperto Alex Webb, un genio che adoro, ma anche Mc Curry. Amo il corpo umano e la sua bellezza, mi sono appassionato al lavoro di Mapplethorpe, alla sua ricerca sulla forma, sulla luce e sulle ombre.
Dalla tua biografia emerge che i più grandi lavori, dalla direzione fotografica del film “20/11” in stipe ipop, la mostra “Eva”, “Realtà sospese”, “Il mantello invisibile” sono emersi nelle maturità del tua carriera professionale. Prima Mr Barnabino ha dovuto capire forse cosa fare della sua vita: “essere un fotografo tra i tanti o mettere mano alle sue risorse per dimostrare chi fosse?
Credo nella sincronicità junghiana…e sulla nostra capacità di modellare un percorso attraverso le esperienze della quotidianità e delle relazioni umane, da cosa nasce cosa insomma…hai citato i miei lavori più importanti…Realtà sospese rappresenta la mia visione metafisica del mondo, il racconto per immagini dei miei paesaggi interiori, Eva è un’idea che avevo da tantissimo tempo, il mistero della bellezza umana, della perfezione del corpo femminile e di quello maschile unito in un unico essere che si accende, si trasforma grazie all’anima e prende vita. Il Mantello Invisibile è il passo successivo, è la connessione tra umano e divino, è il rapporto tra la natura e l’uomo, è la mia ricerca sulla forza e la purezza tra sogno e realtà, energia fisica e spirituale.
Con il ciclo di conferenze “Marco Polo”, uno dei professionisti più brillanti che hanno scritto la storia dell’Università Popolare di Vercelli, racconta attraverso la dimensione della fotografia il legame tra Italia e Cina. Cosa puoi anticiparci a proposito del tuo intervento? Si tratterà di un racconto per immagini?
Si certo, proporrò la visione dei miei lavori e l’immagine scelta da Peishuo Yang (curatrice del Present Art Festival di Shanghai), è forse la sintesi di tutto ovvero una foto scattata a Vercelli, la mia citta, la stessa foto che dà il titolo a Realtà Sospese e che mi rappresenta tantissimo.
Da Vercelli a Milano, passando per Arles: sono solo alcune delle vetrine attraverso cui il tuo estro artistico si è fatto apprezzare da pubblico e critica. A quali altre mete vorresti ambire?
Essere arrivato a esporre ad Arles, una delle capitali mondiali della fotografia, è già un traguardo importantissimo, i miei lavori “Eva” e “Realtà Sospese” sono stati apprezzati moltissimo da critica e pubblico francese, alcuni collezionisti di Parigi hanno acquistato le mie opere e mi è stato proposto di andare a insegnare fotografia ad Arles. La Cina è il mercato dell’arte del presente e del futuro dunque mi piacerebbe far conoscere il mio lavoro a un pubblico ancora più vasto, far emozionare tante persone. E’ bellissimo far emozionare le persone, stimolarne la creatività, l’immaginazione e la riflessione.
Cosa apprezzano di te i sostenitori? E i detrattori, se è mai successo, in cosa ti hanno stroncato?
Credo che venga apprezzato proprio il fatto che le mie foto rivelano molto di me stesso, aldilà della cura maniacale della composizione, dell’inquadratura, della ricerca dell’equilibrio. Comunque non si può certamente piacere a tutti, in molte mie foto è rappresentato il corpo nudo e questo potrebbe non piacere a qualcuno, è un tema sensibile, ma uno dei complimenti più belli che ho ricevuto è che rispetto il corpo umano e che la nudità non è quasi percepita nel contesto della foto, cioè viene vista così come a mio parere dovrebbe essere: naturale.
Il tuo prossimo set fotografico quale sarà?
Beh.. è una sorpresa! Ma sto lavorando a un arricchimento di Realtà Sospese e a un nuovo progetto molto impegnativo, estremamente intimo, una ricerca, un viaggio ancora più profondo all’interno dell’essere umano.

