Intervista a Natalia Bobba, Presidente di “Donne e Riso”

Da più di un anno ha assunto le redini dell’Associazione Donne e Riso. In cosa si differenzia il contributo delle donne, rispetto agli uomini, nella valorizzazione del riso?
Credo che la figura femminile possa trasmettere la conoscenza della cultura del riso in modo più sereno, più famigliare. Ad esempio alla Fiera in campo o alla Fattoria in città due appuntamenti ai quali la nostra associazione ha sempre partecipato, ci rivolgiamo ai bambini parlando loro di riso in modo ludico, coinvolgendoli in giochi, facendo loro domande e stimolando la loro curiosità su tutto ciò che riguarda il mondo del riso. Diamo loro risposte semplici ma al tempo stesso esaustive, in modo che possano ricordare le nozioni fondamentali legate al riso.
Come in vari settori sociali, anche nelle nostre campagne le donne si stanno emancipando e non è più così raro vederle condurre le terre di famiglia. Lei ne è un esempio. Com’è nata la sua passione per l’agricoltura? Dai dati in suo possesso, le risulta che realmente le donne cercano un’opportunità lavorativa tra le risaie?
Io appartengo a generazioni di agricoltori. Mio nonno coltivava riso e allevava vacche da latte. Mio padre, alla fine degli anni ’70, decise di lasciare l’allevamento e indirizzare quindi l’intera azienda verso una monocoltura risicola. Io non ho avuto dubbi nella mia scelta scolastica di frequentare l’Istituto Agrario di Vercelli. Sono sempre stata legata alla vita in cascina ed al mondo agricolo. Pur essendo ancora relativamente poche le donne che lavorano nel settore risicolo, noto che negli ultimi 10 anni, vi è stato un incremento, sia come imprenditrici che come tecnici in campo.
Quali scopi si prefigge Donne e Riso? Ogni presidente, nel suo mandato, condivide con le associate la sua particolare formazione ed esperienza sul campo. Lei quale contributo ha apportato? In cosa si differenzia rispetto al passato?
L’associazione Donne & Riso, ha come obbiettivo principale quello di far conoscere il riso e tutto il mondo che lo circonda: tradizioni, cultura, coltura, storia, cucina, arte,…ecc. Al nostro interno c’è molta coesione e voglia di crescere. Dal 1979, anno di nascita, ad oggi, di strada se ne è fatta molta, ma ancora tanto c’è da fare. Con il mio insediamento, ho cercato di trasmettere la voglia di portare il riso anche lontano dalle zone risicole. Infatti siamo state in Toscana, in Franciacorta, ad Acqui Terme, partecipando e parlando di riso, informando le persone che non conoscono o sanno poco di questo importante cereale. Da pochi mesi ha preso vita anche il nostro sito internetwww.donneriso.it indispensabile per farci conoscere ed adeguarsi ai sistemi di telecomunicazione. Non lasceremo mai comunque il nostro territorio, quindi alla Fiera in Campo ci saremo sempre ed il nostro appuntamento con la città al “Pomeriggio a tutto riso” non potrà che continuare.
Nei giorni scorsi è stata protagonista all’Expo nel padiglione “Cibus è Italia”. Stiamo riuscendo a far comprendere l’importanza del riso quale alimento degno di tutela nel mercato globale?
La serata organizzata da Ente Nazionale Risi in Expo è stata molto interessante. Ritengo che ci sia la consapevolezza dell’importanza fondamentale che il riso riveste nell’alimentazione umana mondiale. L’Italia è la prima nazione in Europa come produttrice di riso sia in quantità che in qualità. Non sempre le leggi di mercato, le politiche agricole, i politici stessi, riescono a tutelare il lavoro e l’impegno dei nostri risicoltori. Ci sono equilibri precari ed “aggiustamenti” che a volte portano alla volatilità dei mercati creando difficoltà nelle economie aziendali.
Che idea si è fatta Natalia Bobba, da addetta ai lavori, di quella nicchia di mercato cui appartengono coloro che coltivano “biologico”. I controlli sono tali da garantire il consumatore o c’è spazio per i furbetti?
I “furbetti” ci sono in tutti i settori….. Se una persona vuole essere disonesta, lo è nonostante i controlli, i disciplinari, le sanzioni, i rischi….Certo sulla produzione di riso biologico, dovrebbero comunque cambiare alcune regole: effettuare controlli più mirati senza preavvisi e chi produce riso biologico non dovrebbe produrre nell’ambito della stessa azienda anche riso tradizionale.
Alcune riserie piemontesi hanno investito molto nell’esportazione del prodotto riso, richiesto dai paesi scandinavi, dal Giappone… per la garanzia di qualità e rigore nei controlli. Cosa si deve fare a livello legislativo per tutelare al meglio questa produzione?
Le esportazioni del nostro riso verso i paesi del nord Europa o per il consumo nei ristoranti di cucina giapponese sono in aumento. La legislazione dovrebbe far chiarezza una volta per tutte sulla miscelazione delle varietà di riso, onde evitare di far sorgere malintesi e confusione in merito alla tipologia dei risi lavorati.
Paola Bernascone, quale Presidente dell’Università Popolare di Vercelli, ha voluto fortemente la sua partecipazione alla cerimonia di fine anno accademico. Ci può anticipare il file rouge del suo intervento?
Farò una breve introduzione storica di come e quando sia giunto in Italia il riso. Continuerò parlando del legame tra il riso e la donna non in campagna ma in cucina… Dal basso medioevo ai giorni nostri come la donna ha cucinato il riso. Concluderò con una curiosità che arriva dall’estremo oriente…
Si rivolga alla casalinghe. Una ricetta veloce a base di riso….pratica, veloce e gustosa?
Ecco la ricetta di un riso con tre caratteristiche interessanti: veloce da preparare, nutriente ed è ottima anche fredda..
Ingredienti:
300 gr di riso Carnaroli o Baldo
1 confezione di ricotta
1 confezione di fiocchi di formaggio (Jocca)
2 cucchiai di panna da cucina
30 gr di parmigiano reggiano grattugiato
1 mazzetto di basilico fresco
4/5 capperi
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 noce di burro
sale e pepe bianco q.b.
Portate ad ebollizione in una pentola, abbondante acqua salata, versate il riso e lasciatelo cuocere al dente. Nel frattempo, mettete nel frullatore elettrico, le foglie del basilico, i capperi,il parmigiano grattugiato, l’olio extra vergine, un pizzico di pepe bianco, qualche cucchiaio di ricotta e di fiocchi di formaggio, fate frullare per alcuni istanti ed al composto ottenuto, aggiungete 2 cucchiai di panna. A cottura ultimata, scolate il riso, ponetelo in una terrina, versatevi sopra la salsa precedentemente preparata, aggiungete una noce di burro, mescolate accuratamente, ponete sulla superficie alcune foglie di basilico fresco e servite in tavola.
Buon appetito!

