{"id":2622,"date":"2017-02-19T21:59:21","date_gmt":"2017-02-19T20:59:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/?p=2622"},"modified":"2017-03-30T10:32:39","modified_gmt":"2017-03-30T08:32:39","slug":"carlo-curato-e-un-mestiere-nato-per-casoda-unintuizione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/carlo-curato-e-un-mestiere-nato-per-casoda-unintuizione\/","title":{"rendered":"Carlo Curato e un mestiere nato per caso\u2026 da un\u2019intuizione"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abIl lavoro dell\u2019attore \u00e8 tutt\u2019altro che facile\u2026 implica il lavoro su se stessi, che \u00e8 la parte pi\u00f9 difficile perch\u00e9 non \u00e8 il lavoro sull\u2019idea che uno ha di s\u00e9, o che vorrebbe gli altri avessero, ma su quello che \u00e8 realmente. Questo, lo so, \u00e8 difficile, ma \u00e8 il lavoro dell\u2019attore\u00bb<\/em>. \u00a0A parlare \u00e8 Carlo Curato titolare del \u201cLaboratorio Teatrale\u201d in partenza dalle aule dell\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli marted\u00ec 21 febbraio. Una novit\u00e0 della programmazione annuale della accademia culturale vercellese che offre un\u2019occasione unica per misurarsi con il palcoscenico e il suo fascino. Ne potrebbe derivare uno spunto per un hobby interessante oppure il decollo di una nuova professione. Dopotutto Carlo Curato, dall\u2019alto della sua esperienza, ha gi\u00e0 avuto modo di fare da talent scout inaugurando il debutto teatrale di giovani reclute ora affermate nel settore come Alessandro Averone, che ha poi varcato con altrettanto successo il mondo del cinema.<\/p>\n<p><u>Breve curriculum vitae di Carlo Curato<\/u>:<\/p>\n<p>Classe 1954, diplomato all\u2019Istituto D\u2019arte drammatica Silvio D\u2019amico \u2013 Roma. Centro di formazione Teatrale Teatro Nuovo di Torino. Seminario e Stage con J. Grotowski\u2013 Pontedera. Nella sua carriera, vanta spettacoli con lo Stabile di Roma, di Torino,\u00a0 Palermo,\u00a0\u00a0l\u2019Eliseo di Roma, lo Stabile ragazzi di Torino, il Teatro delle 10.\u00a0 Doppiatore presso la Videodelta di\u00a0 S.Giusto Canavese e CDC\u00a0 di Milano. Ha all\u2019attivo programmi radio per le regie di Massimo Scaglione e Tonino Pulci. Insegnante di Recitazione presso il\u00a0 CFT di Torino. Co-fondatore di Margutte Teatro, con cui vince il premio ETI nel 1990 e partecipa al festival di Sant\u2019Arcangelo.\u00a0 Sempre con Margutte Teatro vincitore di due edizioni della rassegna &#8220;Differenti sensazioni&#8221; Partecipa con il Teatro dell&#8217;Elcamo a due edizioni di &#8221; Torino contemporanea&#8221; e &#8220;il Gioco del Teatro&#8221; con il Teatro Dell&#8217;Angolo. Svolge stages e corsi di recitazione nelle scuole superiori e all\u2019Universit\u00e0 del Piemonte Orientale \u2013 sede di Vercelli.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 avvicinato al teatro? Durante la scuola o nella maturit\u00e0?<\/p>\n<p><em>Non sono nato con la passione, non ricordo di aver fatto recite alle elementari o simili. Presa la maturit\u00e0 ho seguito delle intuizioni, non sapevo cosa fosse realmente il teatro, ma mi piaceva esplorare e conoscere le dinamiche della vita, l\u2019umanit\u00e0, i rapporti tra le persone, insomma quello che volgarmente viene definito \u201cmondo\u201d e seguendo questa inclinazione e diciamo, questa intuizione, mi sono iscritto all\u2019Accademia e da li \u00e8 partito tutto.\u00a0 La mia intuizione era esatta, d\u2019altronde prima o poi si incontra il proprio demone.<\/em><\/p>\n<p>Parliamo della fortunosa esperienza del Margutte Teatro?<\/p>\n<p><em>Ero il direttore artistico e uno dei registi. Margutte nasce dall\u2019incontro con altri attori che provenivano dal teatro comunemente definito \u201cufficiale\u201d, come me stanchi e delusi dal modo di concepire il teatro secondo canoni ormai usurati. Trovammo in fretta un linguaggio comune e producemmo spettacoli dove si lavorava principalmente sulla \u201cparola.<\/em><\/p>\n<p>Cosa la affascina di questo mondo e quali sono i grandi autori cui si ispira?<\/p>\n<p><em>Mi interessa la conoscenza. \u00a0Esplorare le modalit\u00e0 umane che sono infinite. Il fatto che il teatro, volenti o nolenti, \u00e8 sempre la massima rappresentazione della realt\u00e0. E far parte di questo mondo \u00e8 straordinario. Non ho particolari autori a cui mi ispiro, amo ad esempio Pinter e Bernhard ma il discorso sarebbe complesso ed esula persino dall\u2019ambito teatrale. \u00a0<\/em><\/p>\n<p>Predilige un teatro comico o drammatico. Per quale motivo?<\/p>\n<p><em>Sinceramente rifuggo le definizioni, specie in teatro. Ritengo che i canoni della drammaturgia siano ormai logori, mi piace la definizione di G\u00e9rard Genette che diceva che \u201cIl comico non che \u00e8 il tragico visto di spalle\u201d. Credo che il comico, il vero lato comico nel teatro, sia quello che gioca con il dramma, lo fa balenare, non lo esclude. Shakespeare o Cechov in questo senso son maestri. Mi interessa, in definitiva, che il lavoro sia fatto con onest\u00e0, senza volgarit\u00e0 e cialtroneria. Poi va tutto bene, ovviamente da Petrolini ai comici televisivi ne passa, ma questo \u00e8 un altro discorso.<\/em><\/p>\n<p><em>Leggo che ha anche doppiato&#8230;si \u00e8 trattato di prodotti per la televisione o rivolti ad altri canali?<\/em><\/p>\n<p><em>Erano le famose Telenovelas, argentine e brasiliane e un paio di film anche se il doppiaggio non \u00e8 mai stata una mia grande passione.<\/em><\/p>\n<p>Ha anche avuto esperienza di radiofonia\u2026?che tipo di programmi radiofonici ha curato?<\/p>\n<p><em>Si facevano all\u2019epoca, non so se esistono ancora oggi, dei veri e propri sceneggiati radiofonici, a puntate, tratti spesso da romanzi e biografie. Era una cosa bella, interessante se vogliamo e ho imparato molto da quell\u2019esperienza.<\/em><\/p>\n<p>Attualmente cosa fa per lavoro? Vive col teatro&#8230;leggo che lei varca anche le soglie di aule universitarie e scolastiche laddove cio\u00e8 si possono scovare nuovi talenti.<\/p>\n<p><em>Lavoro sulla scrittura teatrale, il teatro oggi \u00e8 impossibile farlo. Ci sono costi esorbitanti e poche persone disposte a rischiare. Del lavoro fatto nelle scuole posso dire che ci sono ragazzi che adesso lavorano e sono professionisti, non faccio nomi perch\u00e9 poi mi dimentico qualcuno\u2026 Su tutti per\u00f2 devo citare Alessandro Averone, che da anni sta facendo esperienze davvero importanti.\u00a0 Sono tutte storie molto significative e fanno riflettere sul fatto che il tempo, le energie\u00a0 e anche l\u2019affetto che ho dedicato loro non \u00e8 stato invano.<\/em><\/p>\n<p>Teatro e televisione, due mondi all&#8217;apparenza agli opposti ma mi sono sempre chiesta perch\u00e9 persone prestate all&#8217;arte del teatro poi si prestano altrettanto bene allo schermo televisivo&#8230; penso a Gigi Proietti, Enrico Montesano, per citarne alcuni\u2026quale \u00e8 il file rouge che lega questi due ambiti?<\/p>\n<p><em>Sono mondi indubbiamente differenti, ma la necessit\u00e0 nasce dal fatto che la televisione originariamente aveva bisogno di attori bravi, c\u2019erano gli sceneggiati, le riviste, le commedie. Penso anche a Fo\u00e0, Orsini, Pani, la Valeri, Manfredi e via dicendo. Oggi manca questa necessit\u00e0, il prodotto \u00e8 diverso e servono altre caratteristiche.<\/em><\/p>\n<p>Cosa pensa del successo?<\/p>\n<p><em>Personalmente non ho mai creduto al \u201csuccesso\u201d e non mi \u00e8 mai interessato, non \u00e8 sinonimo di \u201cqualit\u00e0\u201d in teatro, almeno.<\/em><\/p>\n<p>I corsisti Unipop a quale tipo di teatro si avvicineranno? Pu\u00f2 annunciarci qualcosa sul corso in partenza?<\/p>\n<p><em>Diciamo che parto sempre da tre punti fermi: la tecnica, che \u00e8 fondamentale per poter veicolare un\u2019idea, lo stare in scena e tutte le implicazioni che questo comporta. L\u2019etica teatrale cio\u00e8 il rispetto, l\u2019educazione, la generosit\u00e0 verso l\u2019altro e poi il lavoro su se stessi, che \u00e8 la parte pi\u00f9 difficile del mestiere dell\u2019attore.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl lavoro dell\u2019attore \u00e8 tutt\u2019altro che facile\u2026 implica il lavoro su se stessi, che \u00e8 la parte pi\u00f9 difficile perch\u00e9 non \u00e8 il lavoro sull\u2019idea che uno ha di s\u00e9, o che vorrebbe gli altri avessero, ma su quello che \u00e8 realmente. 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