{"id":2799,"date":"2017-04-18T08:30:37","date_gmt":"2017-04-18T06:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/?p=2799"},"modified":"2017-04-29T11:33:29","modified_gmt":"2017-04-29T09:33:29","slug":"le-passioni-di-maria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/le-passioni-di-maria\/","title":{"rendered":"Le Passioni di Maria"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2801\" style=\"width: 390px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2801\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2801\" src=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Schermata-2017-04-14-alle-18.18.01.png\" alt=\"Schermata 2017-04-14 alle 18.18.01\" width=\"380\" height=\"347\" \/><p id=\"caption-attachment-2801\" class=\"wp-caption-text\">Graziella Sciutti, Giulietta Simionato e Maria Callas durante il viaggio verso Vienna in tour con il Teatro La Scala di Milano nel 1955<\/p><\/div>\n<p>Da piccola adorava la \u2018sua\u2019 cucina greca: pane casereccio, pasticcio di maccheroni, saganaki, patatine fritte, gelato e dolci, poi divenne la \u2018divina\u2019 Maria Callas ed il suo vitino da vespa faceva il paio con quello della sua adorata Audrey Hepburn<strong>. Maria Karogelopulos, <\/strong>nata a New York il 2 dicembre 1923, <strong>la \u2018Callas\u2019<\/strong>, ebbe per tutta la vita un rapporto odio-amore con il cibo, un rapporto tragico, sofferente, forse malato. Nel 1954 riusci a perdere oltre 30 chili in pochi mesi e ne nacque una leggenda, da lei stessa alimentata negli anni a seguire sostenendo di aver ingerito volontariamente una tenia, parassita intestinale comunemente noto come \u201cverme Solitario\u201d, bevendo una coppa di champagne. Una passione tragica e difficile, come i grandi amori della sua vita, soprattutto quello per Aristotele Onassis, che \u00e8 stata ben raccontata da <strong>Roberta Maresci,<\/strong> autrice e giornalista, nel volume \u2018<strong>Maria Callas\u2019<\/strong> per i tipi di Gramese editore in collaborazione con Diva Universal.<\/p>\n<p>Se amate la Callas non potete perdervelo.<\/p>\n<p>Ne riportiamo alcune parti estrapolate dal sito <a href=\"http:\/\/www.olioofficina.it\">www.olioofficina.it<\/a>:<\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><em>Maria Callas era una carnivora: amava soprattutto bistecche da 800 grammi che Giovanni Battista Meneghini le portava dalla Toscana o dalle scorte dei fiorentini che dominavano la buona cucina di Milano. La Divina le amava \u201ca crudo\u201d condite solo con due gocce di olio extra!<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Pia Meneghini (sorella di Titta), preparava spesso <strong>polenta e baccal\u00e0<\/strong> per Maria Callas, che andava pazza per la cucina veronese. A villa Meneghini le due donne sfogavano spesso la comune passione per le pentole. La Callas apprese da Giuseppina Meneghini i segreti del lesso con la pear\u00e0 e del risotto con il tastasal, piatti che poi riproponeva al marito. A Maria piaceva molto anche la \u201cpastissada\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Beveva limonata ghiacciata. Era severa, intransigente. \u00abUna volta che la governante serv\u00ec la bevanda pi\u00f9 diluita del solito, l\u2019apostrof\u00f2 duramente\u00bb, ha raccontato Bruno Risi, allora figlio della cuoca dei Meneghini, poi giardiniere per il commendatore a Sirmione.<\/em><\/p>\n<p><em>La Callas della cucina greca si ricorda apprezzasse soprattutto la moussaka, a <strong>Milano<\/strong> non rinunciava mai al <strong>risotto con l\u2019ossobuco<\/strong> e a Parigi cedeva volentieri davanti ostriche e champagne.<\/em><\/p>\n<p><em>Ritagliava con attenzione le ricette di cucina dalle riviste e le disponeva in ordine dentro le cartelline. Le piaceva particolarmente preparare alcuni piatti tipici della cucina veronese: la pear\u00e0, il risotto al tastasal, la pastissada.<\/em> <em>La Callas della cucina greca si ricorda apprezzasse soprattutto la<strong> moussaka<\/strong>, a Milano non rinunciava mai al risotto con l\u2019ossobuco e a Parigi cedeva volentieri davanti ostriche e champagne.<\/em><\/p>\n<p><em>Ritagliava con attenzione le ricette di cucina dalle riviste e le disponeva in ordine dentro le cartelline. Le piaceva particolarmente preparare alcuni piatti tipici della cucina veronese: la pear\u00e0, il risotto al tastasal, la pastissada.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAveva mantenuto il gusto per una cucina semplice e casalinga\u00bb, ha raccontato Arrigo Cipriani, direttore dell&#8217;Harry\u2019s Bar ad Ign per Adnkronos: \u00ab<strong>Pasta, tagliatelle<\/strong>. Preferiva il gusto alla vista, non si era lasciata influenzare dal lusso degli ambienti che frequentava\u00bb. Nessun capriccio particolare in cucina. Quando Maria varcava la porta del ristorante \u00absi sedeva dove c\u2019era posto. Come tutte le persone importanti non voleva un tavolo particolare, solo quelli che non lo sono lo pretendono. E da noi chiedeva sempre il piatto del giorno\u00bb, conclude Cipriani. Golosa di <strong>ostriche alla veneziana<\/strong>, la peverada, i tagliolini gratinati al prosciutto: ne andava pazza. E quando un piatto le piaceva, <strong>voleva la ricetta<\/strong>. I grandi chef dettavano e lei scriveva puntigliosamente grammi, etti e ingredienti.<\/em><\/p>\n<p><em>Smessi cos\u00ec i panni di Tosca, Norma o Lucia di Lammermoor, amava mettersi il grembiulino e, dosatore in mano, trafficava tra i fornelli. \u00ab<strong>Cucinare bene<\/strong> \u2013 aveva confidato una volta Maria Callas \u2013 <strong>\u00e8 come creare<\/strong>. Chi ama la cucina ama anche inventare\u00bb. Per tutta la vita, la grande primadonna, nella sua vocazione di perfetta padrona di casa, ha sempre sognato di preparare squisiti manicaretti per se stessa e per i suoi ospiti. Invece la sua dieta fu drastica, dai trent\u2019anni in su. Niente <strong>fois gras<\/strong>, <strong>fegato alla veneziana con polenta, riso<\/strong> <strong>con le anguille e bign\u00e8 di cioccolata<\/strong>, ovvero tutto quello che adorava. Non poteva permetterseli Maria Callas, di cui \u00e8 rimasta celebre \u00ab<strong>la torta mia<\/strong>\u00bb, che cucinava quando tornava a Sirmione, per riposarsi dalle sue tourn\u00e9e internazionali. La ricetta \u00e8 stata trovata nei suoi scritti lasciati nella sua villa.\u201d<\/em><\/p>\n<p>E per la ricetta, completa di dosi e di modalit\u00e0, vi rimandiamo al sito gi\u00e0 citato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finiamo questo Pantagruel un po\u2019 pasquale con un ricordo: nellestate del 1999, fine agosto oer l\u2019esattezza, girovagando per quel paradiso che \u00e8 <strong>Siracusa<\/strong>, ed appena uscita dall\u2019Orecchio di Dioniso a sentire la voce di Dio, mi imbattei in una piccola ma indimenticabile mostra, allestita nella Cripta del Collegio nell\u2019isola di Ortigia, poco distante dal Tempio di Apollo.<\/p>\n<p>Luogo gi\u00e0 di per s\u00e9 affascinante, la Cripta ospitava una piccola ma preziosa mostra di abiti ed oggetti personali della grande Maria Callas: gioielli di scena e della vita privata, scarpette da sera e da giorno piccole e delicate come nelle fiabe (deliziose le <strong>infradito-gioiello<\/strong> disegnate per lei da Emlio Pucci e che indoss\u00f2 sul Christina di Onassis), cappelli-opere d\u2019arte disegnati per lei dalla <strong>grande Biki<\/strong> (la stilista che si racconta le impose di perdere tutti quei chili di troppo\u2026). Tra i tanti, l\u2019abito pi\u00f9 famoso, <strong>la tunica rosso<\/strong> fuoco indossata a Sapporo per l\u2019ultimo concerto, l\u201911 novembre 1974: la vediamo nell\u2019immagine mentre duetta con Giuseppe Di Stefano. Guardare quell\u2019abito, la sua incredibile esilit\u00e0, la sua infuocata tonalit\u00e0, mentre la filodiffuiosne della mostra mandava \u2018Vissi d\u2019arte, vissi d\u2019amore\u2019 \u00e8 uno dei ricordi pi\u00f9 struggenti che mi legano alla indimenticabile Maria. Maria patrimonio di tutti, voce dell\u2019anima, donna triste e tenace.<\/p>\n<div id=\"attachment_2802\" style=\"width: 446px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2802\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2802\" src=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Schermata-2017-04-14-alle-18.18.17.png\" alt=\"Schermata 2017-04-14 alle 18.18.17\" width=\"436\" height=\"340\" \/><p id=\"caption-attachment-2802\" class=\"wp-caption-text\">Con Pasolini per Medea nel 1969<\/p><\/div>\n<p>Poi i tre anni della solitudine nell\u2019appartemento parigino, mentre muoiono gli uomini pi\u00f9 importanti della sua vita: il padre, Tullio Serafin, Luchino Visconti ed Onassis. Il 2 novembre fu ucciso il suo grande amico Pier Paolo Pasolini. Quando mor\u00ec, il <strong>16 settembre 1977<\/strong>, intorno alle 13.30, era a pezzi e fu facile pensare ad un suicidio. Il referto medico indic\u00f2, come causa del decesso, l&#8217;arresto cardiaco, probabilmente ausato dalla grave disfunzione ghiandolare della giovinezza e dal drastico dimagrimento. Soffriva inoltre da tempo di insonnia cronica.<\/p>\n<p><strong>Il mondo perse una Dea, Maria forse finalmente trov\u00f2 la pace<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da piccola adorava la \u2018sua\u2019 cucina greca: pane casereccio, pasticcio di maccheroni, saganaki, patatine fritte, gelato e dolci, poi divenne la \u2018divina\u2019 Maria Callas ed il suo vitino da vespa faceva il paio con quello della sua adorata Audrey Hepburn. 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