{"id":3074,"date":"2017-09-26T12:30:55","date_gmt":"2017-09-26T10:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/?p=3074"},"modified":"2017-10-07T13:18:01","modified_gmt":"2017-10-07T11:18:01","slug":"notizie-in-vetrina","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/notizie-in-vetrina\/","title":{"rendered":"Studio sul cibo come elemento identitario nelle migrazioni transatlantiche"},"content":{"rendered":"<p><strong>Al museo Leone Paola Bernascone ha esposto il suo studio sul cibo come elemento identitario nelle migrazioni transatlantiche a cavallo tra due secoli<\/strong><\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 50%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-3074 gallery-columns-2 gallery-size-full gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }});\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Foto-Paola-in-cerca-di-Futuro.jpg\" title=\"Foto di Edda Salvadori\n\" rel=\"gallery1\"><img src=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Foto-Paola-in-cerca-di-Futuro.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" alt=\"Foto di Edda Salvadori\n\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption3076\"><span class=\"imagecaption\">Foto di Edda Salvadori\n<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl>\r\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p>E\u2019 uno spaccato della nostra storia quello a cui ha attinto la Presidente Paola Bernascone Cappi, presidente dell\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli, per contestualizzare il fenomeno migratorio, che oggi \u2013come ieri- torna alla ribalta della cronaca nel raccontare il moto perpetuo di masse di uomini \u201cin cerca di futuro\u201d. Nella sala conferenze del Museo Leone di Via Verdi 30, sabato pomeriggio, la professoressa Bernascone \u2013che con la sua Accademia Culturale ha voluto essere partner della \u201cRete\u201d nell\u2019organizzazione \u00a0di un evento unico dedicato alle migrazioni &#8211; ha esposto la sua ricerca sulla scia dei Transatlantici che, soppiantate le imbarcazioni a vela, dal seconda met\u00e0 del XIX secolo fino alla prima met\u00e0 del XX secolo, conducevano milioni di italiani lungo la rotta atlantica delle Americhe. Graditi ospiti, in rappresentanza del comune, l\u2019assessore al Patrimonio Culturale e Artistico della citt\u00e0 di Vercelli,\u00a0 Daniela Mortara, il vicesindaco Paola Montano e il sindaco di Pertengo Anna Talpo. Supportata da una presentazione di fotografie e ritagli di giornale d\u2019epoca, la relatrice \u00a0si \u00e8 soffermata su dettagli inediti di un fenomeno complesso. \u201cI futuri migranti, a migliaia, venivano imbarcati come bestie su piroscafi in partenza dai porti di Genova, Napoli, Palermo e Messina; viaggiatori di terza classe il cui \u00a0posto d\u2019onore non era certo nelle confortanti cabine di prima e seconda, bens\u00ec nelle stive, in cuccette costituite da file di materassi senza coperte, in locali mal aerati, dove l\u2019afrore di persone si mescolava a quello del cibo distribuito durante il rancio\u201d.<\/p>\n<p>Il distacco dai legami familiari che infondevano sicurezza e radicamento diventava ancora pi\u00f9 sofferto a bordo di queste \u201cnavi di Lazzaro\u201d, dove non c\u2019erano diritti riconosciuti, le malattie contagiose erano un\u2019eventualit\u00e0 e le diete a bordo -con menu a base di carne anche due volto al giorno &#8211; stonavano con le abitudini alimentari povere di chi si nutriva unicamente di verdure e patate. Ma \u2013e questo \u00e8 il paradosso emerso dalla ricerca della studiosa vercellese- anche le compagnie marittime si\u00a0 contendevano i viaggiatori e uno dei modi migliori per aumentarne il numero era millantare l\u2019abbondanza di cibo durante le traversate in mare. La valigia del migrante era un fagotto ovvero una straccio o un foulard in cui veniva riposto l\u2019essenziale; le donne invece indossavano anche pi\u00f9 capi sovrapposti per sottrarre piccoli gioielli di famiglia dalle usurpazioni a bordo. \u201cLa spinta a migrare era chiaramente economica: si lasciava la terra natia, arida in quanto a generosit\u00e0, per una meta sognata ma sconosciuta. Il momento dell\u2019approdo, superate le visite mediche di rito e il rischio di respingimenti, dettava l\u2019inizio di un nuovo cammino: la difficolt\u00e0 della lingua, l\u2019inserimento in reti sociali sempre ostili all\u2019accoglienza di chi \u00e8 diverso segnavano un percorso in salita\u201d.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 facile affidarsi all\u2019esperienza dei conterranei che, magari insediatisi anni addietro, potevano offrire riferimenti sicuri per la ricerca di un lavoro e di un posto in cui dormire. Ed \u00e8 in questo frangente di iniziale spaesamento che dopo essersi accontentati di zuppe a base di carne di pappagallo e scimmie, il cibo diventa un elemento culturale di identificazione, l\u2019unica\u00a0 fonte di sensazioni positive per chi ha reciso i legami affettivi. Dopotutto il lavoro nelle Americhe abbonda, anche se \u00e8 facile immaginarlo i mestieri disponibili per chi \u00e8 \u201cstraniero\u201d sono tutti quelli scarto dei residenti. I pastifici \u2013 in Italia ancora alla stregua di piccoli laboratori, docet il caso Buitoni- qui hanno una concezione industriale con anche 5000 operai al seguito. E\u2019 dunque una inevitabile conseguenza che prodotti in Italia proibitivi per prezzi, come pasta secca e carne, oltreoceano diventano le pietanze che abbondano in tavola soprattutto nei giorni di riposo. Cos\u00ec con stupore si scopre che i cibi normalmente associati all\u2019Italia, si pensi alla pastasciutta, non sono il frutto di una omogeneizzazione di diete in patria, bens\u00ec il piacevole risultato di un\u2019elaborazione culturale post migratoria con cui gli ex conterranei sperimentano in terra nuova la gastronomia italica in tutte le sue varianti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al museo Leone Paola Bernascone ha esposto il suo studio sul cibo come elemento identitario nelle migrazioni transatlantiche a cavallo tra due secoli E\u2019 uno spaccato della nostra storia quello a cui ha attinto la Presidente Paola Bernascone Cappi, presidente dell\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli, per contestualizzare il fenomeno migratorio, che oggi \u2013come ieri- torna alla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3075,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,54],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3074"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3074"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3074\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3083,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3074\/revisions\/3083"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3075"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3074"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3074"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3074"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}