{"id":3280,"date":"2018-01-02T11:20:44","date_gmt":"2018-01-02T10:20:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/?p=3280"},"modified":"2018-02-13T09:58:25","modified_gmt":"2018-02-13T08:58:25","slug":"gianluca-mercadante-la-gente-vuole-divertirsi-non-si-dice-cosi-bene-a-quanto-pare-forse-non-sa-che-puo-farlo-con-un-libro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/gianluca-mercadante-la-gente-vuole-divertirsi-non-si-dice-cosi-bene-a-quanto-pare-forse-non-sa-che-puo-farlo-con-un-libro\/","title":{"rendered":"Gianluca Mercadante: \u00abLa gente vuole divertirsi, non si dice cos\u00ec? Bene, a quanto pare forse non sa che pu\u00f2 farlo con un libro\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Gianluca_Mercadante-300x200.jpg\" alt=\"Gianluca_Mercadante\" \/>Gianluca Mercadante: \u00abLa gente vuole divertirsi, non si dice cos\u00ec? Bene, a quanto pare forse non sa che pu\u00f2 farlo con un libro\u00bb<\/strong><br \/>\nIl club di lettura 451, in un rituale che l\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli ha fatto proprio ormai 5 anni fa, nasce per riavvicinare i vercellesi alla lettura. Lo fa nel modo pi\u00f9 classico e consono all\u2019oggetto di analisi: l\u2019aula dove non esistono maestri e discenti ma, ognuno \u00e8 pari al suo prossimo. Qui la tavola rotonda favorisce riflessioni e dunque riaccendere quei meccanismi che sono alla base della condivisione e della discussione, senza la mediazione dello schermo a led di un cellulare. Il libro, come vorrebbe l\u2019ars ermeneutica, innesco lo scambio tra i partecipanti al simposio. Gli sguardi di incrociano, le emozioni traspirano anche attraverso le movenze del corpo. Ne emergono letture impreviste, discordanti che riabituano le meningi a riappropriarsi delle parole scritte su carta da chi, forse prima di noi (nella vita non si sa mai) si \u00e8 impegnato per lasciare un qualunque traccia ai posteri. Dopo nomi altisonanti del panorama narrativo vercllese, da Franco Ricciardiello ad Alberto Odone, passando per Fabio Ponzana che dal 2013 si sono avvicendati per condurre questo gioco, il club rivolto ai divoratori di libri arruola Gianluca Mercadante, pi\u00f9 giovane di coloro che lo hanno preceuto nello stesso ruolo e per questo pronto a mostrarci un approccio alla lettura meno formale, e ad affidarci un messaggio eversivo: la lettura pu\u00f2 essere anche divertente.<\/p>\n<p><strong>Partirei proprio dalla tua professione per far emergere la tua propensione alla scrittura, anche se ti formi come \u201cEdward mani di forbice\u201d. <\/strong><br \/>\n<strong>Quando il parrucchiere si scopre scrittore? Nella tua vita come concili queste due passioni agli antipodi?<\/strong><br \/>\nSono due passioni che agli antipodi sembrano solo in superficie, quando invece si tratta in entrambi i casi di lavori artigianali. Fatti di regole, s\u00ec, ma fondamentalmente rubati con gli occhi. Alla stessa maniera con cui ogni parrucchiere ruba ad altri parrucchieri i trucchi del mestiere osservandone il lavoro, ogni scrittore impara qualche nuova tecnica o soluzione narrativa dai libri che legge. Per la lettura ho provato una propensione del tutto innata, pur non provenendo da una famiglia di lettori ho sempre amato moltissimo leggere, scrivere credo sia stata una conseguenza di questo. Ho cominciato a farlo fin da piccolo, scrivendo e disegnando i fumetti che per ragioni economiche i miei genitori non potevano comprarmi quando volevo \u2013 e io lo volevo in continuazione. Dev\u2019essere partito tutto da l\u00ec, poi le cose o si evolvono o implodono, \u00e8 una regola fissa. Semmai, \u00e8 lo scrittore ad essersi scoperto parrucchiere, complice l\u2019estate alla fine della terza media e la voglia di avere qualche soldino in tasca per i vizi. E i fumetti, naturalmente. Ho iniziato aiutando mia madre (sono un figlio d\u2019arte, in questo senso), in seguito mi sono formato in accademia, a Milano, e sto ancora aspettando che quella famosa estate finisca. Non ho tutta questa fretta che arrivi l\u2019autunno, per\u00f2.<\/p>\n<p><strong>Immaginiamo di tornare indietro di un po\u2019 di anni. Per essere un bravo scrittore devi essere un motivato lettore. Il Gianluca imberbe era un divoratore di libri? Che generi lo appasionavano?<\/strong><br \/>\nSono bulimico, \u00e8 un termine che per quanto concerne il mio rapporto con la lettura preferisco al dichiararmi onnivoro. Quando scopro autori che ancora non conosco, e mi piacciono, divento un bambino al luna park. Amo il grottesco, che \u00e8 un gusto e non un genere, e devo molto al noir, che adoro e che anni fa mi ha permesso di esordire accanto a nomi gi\u00e0 blasonati quali Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli, Andrea G. Pinketts. Li avevo tutti nella mia libreria, condividere le pagine di antologie nelle quali c\u2019erano i loro racconti \u00e8 stato qualcosa che ricordo come il mio personale \u201ctempo delle mele\u201d. Poi sono arrivate le responsabilit\u00e0 e i primi libri interamente firmati da me. Da quel momento in avanti la faccenda \u00e8 un po\u2019 cambiata. La consapevolezza di essere letto e discusso cancella gli entusiasmi del giovin talentuoso di belle speranze. Con la scrittura ci si gioca, non ci si scherza.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli, da anni, cerca di risollevare Vercelli dal torpore culturale in cui spesso si crogiola per stimolare la sua sete di conoscenza. Finalmente uno scrittore affermato come Gianluca Mercadante entra a far parte dell\u2019accademia vercellese. Come mai hai accettato l\u2019invito di Paola Bernascone?<\/strong><br \/>\nConsidero l\u2019UniPop una casa. Sono stato spesso ospite del corso di scrittura creativa tenuto dagli ottimi Alberto Odone e Franco Ricciardiello \u2013 e ho anche frequentato da iscritto un bellissimo corso di fotografia a cura del fotografo Marco Barnabino \u2013 e quando mi \u00e8 stato proposto di gestire un gruppo di lettura non ho avuto dubbi nel dire s\u00ec. Casa \u00e8 casa, che diamine.<\/p>\n<p><strong>Di sicuro, scorrendo la tua bibliografia, emerge il tratto volutamente ironico dei tuoi scritti. E credo, non a caso, il club di scrittura 451 dell\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli eredita questo atteggiamento mai troppo serioso. Quando decidi di scrivere da cosa ti fai motivare? E\u2019 un mero esercizio stilistico oppure te ne servi per raccontare te stesso e le tue esperienze di vita di scrittore appassionato?<\/strong><br \/>\nHo dovuto necessariamente scrivere almeno un testo autobiografico, \u201cCaro scrittore in erba\u201d, pubblicato da Las Vegas nel 2013, per poter dire a chi si cimenta con la scrittura di un libro che non si tratta esattamente di una passeggiata di salute \u2013 e solo traendo spunto dalle mie esperienze personali avrei potuto testimoniarlo, come ha fatto nello stesso periodo Giuseppe Culicchia. Cambio genere a seconda della storia che voglio raccontare, non penso di appartenere a un filone, n\u00e9 desidero esservi inquadrato. Quanto alla motivazione, il mio maestro e mentore, Sebastiano Vassalli, era stato chiaro, anzi: non lo era stato per niente. Mi aveva detto che la motivazione salter\u00e0 fuori, presto o tardi, ma perch\u00e9 sia quella reale ci vorr\u00e0 tempo per capirlo. Al momento, mi piace pensare di aver conservato un po\u2019 dell\u2019ingenuit\u00e0 di quel bambino che faceva i fumetti per potersi raccontare delle storie, anche se la vita mi ha nel frattempo insegnato a farlo un pochino meglio di lui.<\/p>\n<p><strong>Il Club di Lettura nato per favorire la discussione dei libri proposti dall\u2019insegnante in aula, oggi vede una rottura rispetto al passato. Mi spiego meglio. Quest\u2019anno i titoli in scaletta da \u201cGrazie, Jeeves\u201d, \u201cBar sport\u201d, \u201cIl lamento del prepuzio\u201d a \u201cPiccoli suicidi fra amici\u201d e \u201cAffari di famiglia\u201d strapperanno qualche sorriso oltre che interessanti riflessioni ai partecipanti. Qual \u00e8 il proposito che ti sei posto?<\/strong><br \/>\nSe si vuol promuovere la lettura bisogna far capire che leggere \u00e8 anche divertente. La gente vuole divertirsi, non si dice cos\u00ec? Bene, a quanto pare forse non sa che pu\u00f2 farlo con un libro. Noi proviamo a dirglielo, questo \u00e8 quanto. Nessuno obbliga nessun altro a staccarsi dal cellulare ed esprimersi con le parole e non coi pi\u00f9 comodi emoticon, in fin dei conti i geroglifici non si usano dalla preistoria. Tutto torna.<\/p>\n<p><strong>Soffermiamoci poi sulla frase di lancio del club \u201cMorire dal leggere\u201d, perch\u00e9?Di solito si dice morire dal ridere, qui dunque si far\u00e0 indigestione di narrativa?<\/strong><br \/>\n\u00c8 un semplice gioco tra il proverbio, che rimanda alla risata, e il leggere, che \u00e8 il fine dell\u2019iniziativa. Morire dal ridere te lo ricordi, \u00e8 un modo di dire diffuso che tutti usiamo. Morire dal leggere \u00e8 un modo di sollecitare una reazione al riguardo, facendo leva su qualcosa di conosciuto (il proverbio) perch\u00e9 riveli qualcosa di sconosciuto, evidentemente (la lettura). Sono i principi alla base degli slogan pubblicitari che vediamo ovunque. Sembra funzionino, li usano pure i politici.<\/p>\n<p><strong>Il tuo nome a Vercelli \u00e8 indissolubilmente collegato con lo \u201cScambialibri\u201d, manifestazione che si pu\u00f2 replicare e ingrandire perch\u00e9 si appoggia sulla generosit\u00e0 di chi si libera dei suoi volumi per procurarsene altri. Lo scambialibri pressuppone dunque amore per la lettura e condivisione. Ma in una societ\u00e0 ipertecnologica che riduce i contatti a post infarciti di emoticons che sopravvivenza potra avere? Dovr\u00e0 ripensarsi? Rivedere alcuni suoi ingranaggi?<\/strong><br \/>\n\u00c8 troppo presto per tirare le somme, il periodo che stiamo attraversando \u00e8 tuttora in atto. Le analisi vengono tratte per loro natura a posteriori. Di certo viviamo in un Paese in cui il libro rappresenta il prodotto meno venduto in assoluto. Probabilmente vendono di pi\u00f9 i fiammiferi. Ecco, direi che da basi del genere qualunque tentativo pu\u00f2 essere teso solo a risalire. Altrimenti tanto vale provarci.<\/p>\n<p><strong>E infine, richiesta che facciamo a tutti i titolari di cattedre: rivolgiti ai tuoi iscritti perch\u00e9 dovrebbero scegliere il club di Lettura?<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 uscire di casa per parlare di libri \u00e8 sempre una buona ragione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianluca Mercadante: \u00abLa gente vuole divertirsi, non si dice cos\u00ec? Bene, a quanto pare forse non sa che pu\u00f2 farlo con un libro\u00bb Il club di lettura 451, in un rituale che l\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli ha fatto proprio ormai 5 anni fa, nasce per riavvicinare i vercellesi alla lettura. 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