{"id":3320,"date":"2018-01-30T12:12:54","date_gmt":"2018-01-30T11:12:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/?p=3320"},"modified":"2018-02-23T10:10:23","modified_gmt":"2018-02-23T09:10:23","slug":"intervista-a-sara-bona","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/intervista-a-sara-bona\/","title":{"rendered":"Intervista a&#8230; Sara Bona"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3325\" src=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/sara-bona.png\" alt=\"sara bona\" width=\"207\" height=\"390\" srcset=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/sara-bona.png 207w, http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/sara-bona-159x300.png 159w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/>Sara Bona: \u00abIl mio sogno nel cassetto? Un laboratorio di sartoria nel cuore della mia seconda casa, Vercelli\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCredo che la sarta o il calzolaio siano mestieri mai del tutto destinati a scomparire. Una macchina non potr\u00e0 mai sostituire questi lavori!\u00bb. Sara Bona, trentenne biellese, \u00e8 titolare dei corsi di Cucito che da questa settimana, nelle aule al piano terra dell\u2019istituto Cavour, ricreeranno un laboratorio sartoriale dove fare amicizia e imparare i rudimenti di un\u2019arte antica e preziosa: il Cucito. Al soldo di negozi e sartorie, attualmente collaboratrice di un centro di tendaggi e arredamento, segue anche clienti privati che si affidano alla sua maestria per rimodellare abiti usati o per farne di nuovi. Ragazza semplice, ma molto determinata riguardo il suo futuro, ci confessa l\u2019impegno con cui cerca di concretizzare il suo sogno nel cassetto: aprire una sartoria il cui segno distintivo torni ad essere la qualit\u00e0 e l\u2019attenzione al cliente finale.<\/p>\n<p><strong>Come mai dopo il diploma in agraria hai deciso di specializzarti in taglio e cucito? Il tuo curriculum, a tal proposito, inanella qualifiche e diplomi ad hoc: diploma di sarta metodo Sitam, diploma professionale per la creazione del costume artistico e cosplay\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Fin da piccola mi \u00e8 sempre piaciuto lavorare \u201ccon le mani\u201d. E fin da bambina mi divertivo a vestire le Barbie con i pezzi di stoffa di scarto che la nonna o la mamma buttavano, ma non pensavo potesse effettivamente diventare un lavoro.<\/p>\n<p>Ho iniziato a studiare modellistica e confezione prima presso una scuola privata a Biella per poi continuare ad integrare il mio percorso di studi con specializzazioni varie quali la costumistica teatrale e cosplay. Nell\u2019ottica di volermi migliorare, ho seguito ulteriori corsi specializzanti e tematici sulle riparazioni pi\u00f9 comuni.<\/p>\n<p>Tutti questi studi sono serviti grazie e soprattutto alla pratica sul campo. Questo \u00e8 un lavoro per il quale bisogna provare e anche sbagliare!<\/p>\n<p><strong>Sara, sei la prova che non tutti i giovani ambiscono a lavorare dietro un pc o a testare la loro bravura in un talent televisivo. C\u2019\u00e8 chi sceglie ancora i lavori manuali. Ma perch\u00e9 nel 2018 fare la sarta? <\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente la scelta \u00e8 molto soggettiva. Ho provato anche a stare dietro ad una scrivania, ma decisamente non \u00e8 il mio posto. Ho bisogno di creare, di vedere la stoffa prendere forma e di fare felici le persone. Sembrer\u00e0 banale, ma sappiamo perfettamente che sensazione ci d\u00e0 avere addosso un vestito con il quale ci sentiamo e vediamo bene soprattutto allo specchio.<\/p>\n<p><strong>Il tuo sogno nel cassetto \u00e8 l\u2019apertura di un laboratorio di sartoria proprio a Vercelli. Non temi la concorrenza degli orientali che in questo settore stanno rubando preziosi segmenti di mercato\u00a0 a noi italiani?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idea di aprire una sartoria tutta mia ce l\u2019ho da sempre, ma si sa&#8230;tra il dire e il fare&#8230;purtroppo c\u2019\u00e8 il mare di mezzo. Non mi metto fretta per ora, anche perch\u00e9\u00a0 voglio fare le cose per bene e il tempo \u00e8 sempre poco&#8230;ma ho gi\u00e0 un nome: Clea Sartoria, che \u00e8 un acronimo composto dalle iniziali dei miei nonni.<\/p>\n<p>Sono nata a Biella e vivo nel Biellese, ma sono anche mezza vercellese, quindi si pu\u00f2 dire che tornerei un po\u2019 a \u201ccasa\u201d.<\/p>\n<p>Gli orientali sono una realt\u00e0 con la quale mi raffronto da diverso tempo. Posso dire per\u00f2 che disdegnano molti lavori, specie se lunghi e complicati anzi, mi \u00e8 capitato di dover rimediare a qualche pasticcio. Sicuramente noi italiani abbiamo una concezione di lavoro diversa: con dei prezzi troppo bassi devono necessariamente puntare alla quantit\u00e0 e non alla qualit\u00e0. E nei lavori sartoriali capita spesso l\u2019inconveniente che richiede molto tempo in pi\u00f9 per finire il lavoro.<\/p>\n<p><strong>Se prima non c\u2019era paese in cui non ci fosse almeno una sarta ora sono pi\u00f9 rare delle perle nelle ostriche. Vuoi tornare a nobilitare un lavoro che rischia l\u2019estinzione?<\/strong><\/p>\n<p>Non mi dispiacerebbe in effetti. Nonostante sia piuttosto difficile trovare una sarta oggigiorno, questa figura \u00e8 abbastanza bistrattata e diciamo pure sottostimata. Le volte che mi sono sentita dire: \u201cPer fare due cuciture\u2026\u201d<\/p>\n<p><strong>Dal 2014 sei docente all\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli. Come mai da Biella a Vercelli per insegnare nozioni di sartoria? Qual \u00e8 il target cui ti sei rivolta in questi anni? Magari scopriamo con stupore che a rivolgersi a questi corsi non sono mamme e nonne ancora depositarie dell\u2019arte tramandata in famiglia, bens\u00ec le nuove leve in difficolt\u00e0 con orli, attaccatura di bottoni e riparazioni.<\/strong><\/p>\n<p>Come ho accennato in precedenza la provincia di Vercelli \u00e8 la mia seconda casa, e l\u2019offerta formativa sartoriale non era ancora stata proposta in Unipop, mentre a Biella i corsi di cucito erano gi\u00e0 diversi. Diciamo che si ha un ampio spettro perch\u00e9 il cucito \u00e8 in grado di amalgamare bene varie tipologie d\u2019et\u00e0: dalla ragazza giovane che vuole imparare a tenere l\u2019ago in mano alla signora in pensione che vuole rispolverare o migliorare le tecniche di cucito imparate anni addietro.<\/p>\n<p><strong>Tutti i tuoi capi sono fatti a mano. Dallo studio del modello alla sua realizzazione passano giorni se non mesi. Come competere in un mondo che imprime velocit\u00e0 ad ogni sua esigenza. E come evitare l\u2019estinzione di un mestieri antico?<\/strong><\/p>\n<p>Chi si rivolge ad una sarta o perlomeno dovrebbe sapere che per un buon lavoro ci vuole tempo. La sarta \u00e8 colei che sistema il guardaroba, e lo adatta alla fisicit\u00e0 del cliente: fa l\u2019orlo ai jeans acquistati nelle catene low cost o rimette a modello la giacca degli anni 80.<\/p>\n<p>In questi ultimi anni a causa della velocit\u00e0, la qualit\u00e0 degli abiti ne ha risentito molto, ecco perch\u00e9 si tende a recuperare i vecchi capi di abbigliamento.<\/p>\n<p>Credo che la sarta o il calzolaio siano mestieri che non potranno mai scomparire del tutto per via del fatto che richiedono una fortissima componente sia creativa che di inventiva. Una macchina non potr\u00e0 mai sostituire un lavoro come questo.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 optare per un corso di Cucito?<\/strong><\/p>\n<p>I miei corsi comprendono le tecniche di base quali punti a mano e a macchina per proseguire con le principali riparazioni come gli orli, la sostituzione delle cerniere, la modifica di capi stringendoli o allargandoli, il recupero dei colli e del polsini delle camicie e molto altro. Inoltre ai corsi cucito Unipop ci si diverte e si fa amicizia!!! Davvero ci state ancora pensando? \ud83d\ude09 Correte ad iscrivervi, vi aspetto!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sara Bona: \u00abIl mio sogno nel cassetto? Un laboratorio di sartoria nel cuore della mia seconda casa, Vercelli\u00bb \u00abCredo che la sarta o il calzolaio siano mestieri mai del tutto destinati a scomparire. Una macchina non potr\u00e0 mai sostituire questi lavori!\u00bb. 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