{"id":3327,"date":"2018-02-01T10:16:01","date_gmt":"2018-02-01T09:16:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/?p=3327"},"modified":"2018-02-28T22:12:23","modified_gmt":"2018-02-28T21:12:23","slug":"intervista-alla-presidente-paola-bernascone-cappi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/intervista-alla-presidente-paola-bernascone-cappi\/","title":{"rendered":"Intervista alla Presidente Paola Bernascone Cappi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Riscoprire la materialit\u00e0 del cibo: impastare, tagliuzzare, annusare, cuocere e rimestare. L\u2019essenza vincente della Cucina Unipop raccontata dalla Presidente Bernascone Cappi.<\/strong><\/p>\n<p>La notizia \u00e8 ormai di dominio pubblico: spetter\u00e0 alla brigata di Chef Agostino Gabotti curare la serata di gioved\u00ec 8 febbraio quando i simpatizzanti del Kiwanis Club siederanno a tavola al Salone Polivalente di Pezzana per gustare piatti tipici della tradizionale piemontese, in cui spicca il piatto forte: il Bollito Risorgimentale. Questa sfida poggia sicuramente sulla estrema competenza con cui l\u2019Accademia di via Attone Vescovo sta gestendo la didattica gastronomica con l\u2019organizzazione di corsi che si distinguono per l\u2019opportunit\u00e0 di mettere in pratica i programmi di studio. Paola Bernascone Cappi, nella sua duplice veste di Presidente dell\u2019organizzazione nonch\u00e9 di appassionata cultrice della materia, ripercorre con noi un percorso di successo.<\/p>\n<p><strong>Paola docente, mentore di cultura, Paola autrice, amante della cucina e delle humanae litterae. Una natura eclettica la sua che non \u00e8 difficile ritrovare nella sua creatura, l\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli. Secondo lei dove sta il segreto del successo di una formula di intrattenimento culturale che nemmeno la crisi economica ha potuto scalfire?<\/strong><\/p>\n<p>Nessun segreto. La nostra carta vincente \u00e8 la qualit\u00e0 delle proposte e la seriet\u00e0 dell\u2019organizzazione. Nel corso degli anni l\u2019Universit\u00e0 Popolare si \u00e8 affermata come un\u2019Associazione che persegue\u00a0 la diffusione della cultura offerta a tutti come un\u2019opportunit\u00e0 di migliorare se stessi\u00a0 attraverso un percorso di scelte individuali che aiutino a colmare lacune, suscitare interessi, perseguire un hobby. A questo si aggiunge la preparazione dei Docenti che, con grande professionalit\u00e0 educativa, portano avanti classi eterogenee\u00a0 per et\u00e0 e preparazione di base.<\/p>\n<p><strong>Ha mai pensato di gettare la spugna e passare ad altri il testimone? Non deve essere facile ogni anno allestire un programma di 150 corsi e renderlo attrattivo?<\/strong><\/p>\n<p>Gettare la spugna non \u00e8 proprio nel mio carattere di piccola ma tenace combattente. Ci sono stati momenti di difficolt\u00e0 anche drammatici ma mai \u00a0ho pensato di abbandonare quello che avevo avuto in eredit\u00e0 da Giuseppe Pessano e Pino Masini, i fondatori dell\u2019Universit\u00e0 Popolare. Loro ci avevano creduto, avevano fatto rivivere a Vercelli una prestigiosa istituzione che affondava le proprie radici alla fine dell\u2019Ottocento e costituiva un vero monumento nella storia dell\u2019Educazione popolare italiana. Alla fine sono gli \u201cideali&#8221; (parola ormai quasi passata di moda) che mi hanno sostenuto. Programmare ad ogni Anno Accademico\u00a0 150 Corsi\u00a0 \u00e8 un\u2019avventura appassionante di ricerca tra le risorse locali, le proposte che arrivano in Segreteria\u00a0 e le novit\u00e0 culturali del momento. Sono curiosa, tutto mi interessa e ho dei validi collaboratori che mi aiutano nella scelta degli argomenti.<\/p>\n<p><strong>Fino a Ieri, Unipop era rinomata per essere sede di una Scuola di Fotografia e una altrettanto valida scuola di Fumetto. Quando \u00e8 maturata l\u2019idea di investire sulla gastronomia? <\/strong><\/p>\n<p>Anche in questo ha molto contato il mio interesse personale per la cucina e il cibo. Vengo da una famiglia di ristoratori. I miei nonni, agli inizi del \u2018900, hanno acquistato l\u2019Albergo Croce di Malta di Vercelli\u00a0 che \u00e8 appartenuto alla mia famiglia fino agli anni Sessanta. Da sempre\u00a0 a casa si \u00e8 parlato di ricette e buon cibo. Mi piace molto cucinare e sono Vice Delegato della Delegazione di Vercelli dell\u2019Accademia Italiana della\u00a0 Cucina. La Cucina \u00e8 cultura a 360\u00b0 per cui era inevitabile che questo argomento facesse parte dei programmi dell\u2019Universit\u00e0 Popolare .<\/p>\n<p><strong>A tal proposito \u00e8 da apprezzare la perseveranza di individuare uno spazio idoneo in cui in avviare la Scuola di Cucina: un percorso itinerante, dall\u2019ospitalit\u00e0 nei locali delle Maddalene, fino a Casa Verdi passando per Di-Lab. Fino al grande passo di esportare i corsi in provincia. Perch\u00e9 funziona la scuola di cucina? Cosa la rende diversa e unica dalle altre offerte formative?<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei problemi che affliggono la nostra citt\u00e0 \u00e8 quello di non avere degli spazi idonei per fare un\u2019attivit\u00e0 non consueta. Trovare una cucina\u00a0 professionale in cui svolgere i Corsi non \u00e8 stato semplice. Con Casa Verdi nell\u2019Anno Accademico 2016-17 \u00e8 stata stipulata una convenzione ma i corsi non erano stati svolti per l\u2019indisponibilit\u00e0 del Docente Agostino Gabotti. Quest\u2019anno per fortuna Agostino si \u00e8 ripreso, sta bene e abbiamo trovato una grande accoglienza da parte dell\u2019Amministrazione comunale e del\u00a0 Sindaco di Pezzana\u00a0 Stefano Bondesan che hanno messo a disposizione la cucina del Centro Polifunzionale. E\u2019 una location bella e funzionale che ha permesso di realizzare i tre Corsi della prima parte dell\u2019Anno Accademico. A primavera ne verranno attivati altri. Il successo di questi Corsi \u00e8 senza dubbio dovuto alla abilit\u00e0 e simpatia di Agostino che insegna con passione, competenza ma anche leggerezza rendendo il corso piacevole e divertente.<\/p>\n<p><strong>Per fare una Scuola serve per\u00f2 la lungimiranza di individuare un cuoco carismatico, ma non di quelli stellati, che deliziano i palati fini di un target dai gusti esigenti. Unipop \u00e8 popolata di persone semplici desiderose di imparare da chi ha fatto strada grazie all\u2019esperienza pi\u00f9 che con i titoli. Quando ha colto le potenzialit\u00e0 di Agostino Gabotti? Perch\u00e9 Chef Agostino piace?<\/strong><\/p>\n<p>Agostino \u00e8 un grande personaggio. C\u2019\u00e8 stata con lui subito un&#8217;intesa\u00a0 su come organizzare e gestire i Corsi. Non \u00e8 un cuoco professionista ma \u00e8 un appassionato competente che ha un grande creativit\u00e0 nell\u2019inventare ricette , oltre una buona pratica di esecuzione. Inoltre sa insegnare con spirito bonario e divertente. Frequentare i suoi corsi\u00a0 \u00e8 senza dubbio rilassante, ed \u00e8 ci\u00f2 che le persone oggi cercano dopo una giornata magari difficile e faticosa.<\/p>\n<p><strong>La cucina \u00e8 diventata cos\u00ec il mordente con cui attirare nuovi iscritti tra le file dell\u2019Universit\u00e0 Popolare. Forse che dopo l\u2019arte fotografica, quella fumettistica la citt\u00e0 chiedeva altro e l\u2019Accademia di via Attone Vescovo ha saputo intercettare questi bisogni<\/strong>?<\/p>\n<p>Oggi si parla continuamente di cibo. Ricette e cuochi popolano le trasmissioni televisive, le pagine dei giornali in ogni momento e circostanza. Ormai si mangia prevalentemente \u201ccon gli occhi\u201d. Il cibo \u00e8 diventato un\u2019immagine da guardare e \u201csfogliare\u201d distrattamente quasi fosse qualcosa di immateriale. E\u2019 stato stravolto quello che \u00e8 la sua \u00a0vera realt\u00e0, fatta di profumi e di consistenze. Mi \u00e8 sembrato giusto riportare le persone a contatto con la materialit\u00e0 del cibo: impastare farina, tagliare le verdure, annusare gli aromi, cuocere e rimestare. La scelta si \u00e8 stata vincente.<\/p>\n<p><strong>E poi c\u2019\u00e8 il risvolto letterario di questo successo. Da una docente c\u2019era da aspettarselo. Prima un phamplet a quattro mani con Elisabetta Dellavalle e ora il libro di Gabotti \u201cRicette d\u2019la nona\u201d che gode, oltre che della sua benedizione, della sua prefazione. Cosa l\u2019ha spinta a trattare la gastronomia condendola di riferimenti letterari? <\/strong><\/p>\n<p>\u201cSale in zucca\u201d scritto con Elisabetta Dellavalle nasce dalla mia passione per gli antichi ricettari che colleziono. I ricettari sono libri straordinari che rivelano non solo l\u2019evoluzione della gastronomia ma anche della lingua, del costume, della storia. Leggendo un ricettario dell\u2019800 si scopre per esempio che la lingua della cucina \u00e8 ancora il francese, che i Men\u00f9 della Real Casa Savoia sono stati scritti in questa lingua fino al 1907 quando Vittorio Emanuele III stabil\u00ec con un Regio Decreto l\u2019uso dell\u2019italiano nella compilazione della lista delle vivande. Questa \u00e8 una delle molte curiosit\u00e0 che\u00a0 si apprendono dai ricettari. Ho accolto volentieri l\u2019invito dell\u2019Editrice Rita Mattiuz di scrivere la prefazione del libro di Agostino\u00a0 e Raffaella perch\u00e9, ha come filo conduttore il ricordo, la memoria. Noi siamo fatti di ricordi e molti dei nostri ricordi sono legati al cibo, al mondo dell\u2019infanzia e\u00a0 delle nonne, dispensatrici di\u201cpietanzini\u201d e coccole. Le ricette riguardano proprio il cibo sicuramente gustato nell\u2019infanzia, quello che oggi si chiama \u201ccomfort food\u201d a cui ricorriamo quando siamo un po\u2019 gi\u00f9 di corda, che ci conforta , che ci aiuta. E\u2019 sempre un cibo dolce, caldo, grasso che ci fa \u00a0un po\u2019 male al fegato ma tanto, tanto bene al cuore.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 di poche ora l\u2019annuncio che\u00a0 la Scuola di Cucina diretta da Agostino Gabotti \u00e8 stata incaricata di preparare la cena per il Kiwanis Club di Vercelli. La sera di gioved\u00ec 8 febbraio al Salone Polifunzionale di Pezzana \u00a0sar\u00e0 servito un Men\u00f9 di bolliti misti. Si aspettava un simile onore? E\u2019 una nuova sfida per la sua brigata?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec una grande sfida. Celebreremo il gioved\u00ec grasso con gli amici del Kiwanis Club con un men\u00f9 tipico piemontese che ha come piatto forte il BOLLITO MISTO RISORGIMENTALE. Una prova non facile per Chef Agostino e la sua brigata di allievi del Corso di Cucina alla loro prima, importante prova pratica che, sono sicura, supereranno\u00a0 brillantemente. Anch\u2019io mi metter\u00f2 in gioco e accoglier\u00f2 gli ospiti con l\u2019APERITIVO DELLA PRESIDENTE. Le amiche mi chiamano scherzosamente \u201cla regina del finger food\u201d e allora&#8230; che finger food sia!<\/p>\n<p><strong>Vediamo se riusciamo a strapparle qualche anticipazione. In citt\u00e0 si vocifera di un nuovo libro? Presidente Benascone fake news o verit\u00e0? <\/strong><\/p>\n<p>Verit\u00e0, verit\u00e0! Sar\u00e0 un libro a sei mani: collaborer\u00f2 con Agostino Gabotti e Pier Luigi Pensotti. Il tema? Il RISO, ma non posso dire di pi\u00f9!!!!!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riscoprire la materialit\u00e0 del cibo: impastare, tagliuzzare, annusare, cuocere e rimestare. L\u2019essenza vincente della Cucina Unipop raccontata dalla Presidente Bernascone Cappi. 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