{"id":3882,"date":"2018-10-04T11:39:00","date_gmt":"2018-10-04T09:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/?p=3882"},"modified":"2018-10-30T11:07:13","modified_gmt":"2018-10-30T10:07:13","slug":"unipop-sulla-scena-del-crimine","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/unipop-sulla-scena-del-crimine\/","title":{"rendered":"Unipop sulla scena del Crimine"},"content":{"rendered":"<p><strong>Unipop sulla scena del Crimine<\/strong><\/p>\n<p>Imperdibile la prima intervista di Erica Roveglia (addetta stampa della nostra Associazione) ad uno dei nostri docenti: <strong>Maurizio Roccato<\/strong>.<\/p>\n<p>Non consideratele interviste, piuttosto chiacchierate in libert\u00e0 con i docenti, che con il loro impegno e sapere, contribuiscono ad ampliare il patrimonio didattico dell\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli.<\/p>\n<p>150 corsi non bastano a valorizzare le opportunit\u00e0 di arricchimento offerte dalla \u201cCittadella\u201d di via Attone Vescovo 4. I potenziali studenti chiedono di pi\u00f9 ovvero conoscere il percorso umano e professionale di chi siede in cattedra.<\/p>\n<p>Inauguriamo dunque questo \u201cmodus operandi\u201d dal Dipartimento di Scienze Umane che, per il quarto anno consecutivo, ci porta sulla scena del crimine. Maurizio Roccato, alle redini dei corsi di Criminologia, nei panni di profiler, ci illuminer\u00e0 sul come e perch\u00e9 le persone uccidono.<\/p>\n<p>Per lui le giornate dovrebbero doppiare le ore: scrittore, editore, membro attivo di \u201cLa Rete\u201d, l\u2019associazione che si occupa di promozione e rivalutazione del patrimonio storico, artistico e architettonico della citt\u00e0 di Vercelli, consigliere di VercelliViva, collaboratore di Roberto Paparella, il Direttore del Museo di Arte Criminologica, ospitato nel Castello di Casale Monferrato.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 Maurizio Roccato?<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Foto_Maurizio_Roccato-300x200.jpg\" alt=\"Foto_Maurizio_Roccato\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3885\" srcset=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Foto_Maurizio_Roccato-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Foto_Maurizio_Roccato-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Foto_Maurizio_Roccato-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Foto_Maurizio_Roccato-1080x720.jpg 1080w, http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Foto_Maurizio_Roccato.jpg 1134w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ho 45 anni e sono padre di un ragazzo di 13 anni. Lavoro come impiegato in un\u2019 azienda bio-chimica. Da qualche anno, con discreto successo, mi sono cimentato nella scrittura di gialli e, parallelamente, mi diletto di sedere dall&#8217;altra parte della barricata per leggere chi scrive. Sono infatti co-editore di \u201cUndici edizioni\u201d, col mio socio Celestino Giuseppe.<\/p>\n<p><strong>Come mai una tesi in Antropologia Criminale?<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo dagli albori: sono un archeologo mancato. A pochi esami dalla tesi sono stato informato che la mia docente aveva ottenuto una cattedra a Milano e che avrei dovuto ultimare il mio percorso accademico fuori regione, integrando molti crediti. Ho deciso allora di proseguire il mio iter ai piedi della Mole, optando per un esame in Antropologia Fisica. I i primi accenni alla repertazione di resti umani mi hanno incuriosito a tal punto da voler approfondire l\u2019Antropologia Criminale. Ricordo che il mio relatore Melchiorre Masali, da tempo, cercava disperatamente chi volesse cimentarsi in questa disciplina, ancora lontana dallo spopolare. Quando gli diedi la mia piena disponibilit\u00e0, lo commossi.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 proporre una disciplina cos\u00ec complessa all&#8217;Universit\u00e0 Popolare?<\/strong><\/p>\n<p>Unipop \u00e8 una piattaforma unica che abbraccia tante materie, dalle pi\u00f9 semplici alle pi\u00f9 impegnate, offrendo una panoramica di approfondimento a 360\u00b0. E\u2019 stato per me naturale contattare Paola, la Presidente, per chiederle di includere nel programma gli studi criminologici.<\/p>\n<p><strong>I tuoi corsi partono da una domanda &#8220;come e perch\u00e9 le persone uccidono?&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>In aula prender\u00f2 in considerazione delitti realmente accaduti, casi che hanno impresso di inchiostro pagine e pagine di giornali, passando dagli efferati crimini di Jack lo Squartatore, a quelli del Mostro di Firenze, per confluire nel caso Garlasco. Riconducendo a categorie gli atti criminosi e, partendo dagli spunti offerti dalla scena del crimine, si indagher\u00e0 l\u2019origine dell\u2019impulso omicida. La lezione servir\u00e0 per operare dei confronti tra i metodi investigativi odierni e quelli passati, dimostrando come le conclusioni sono spesso determinate dallo stato della scienza in quel contesto storico. Non dimentichiamo, ad esempio, che i primi delitti del mostro di Firenze non sfruttavano l\u2019analisi del DNA. Per cui possiamo dire che uno stesso delitto ammette conclusioni assai differenti se riletto con la lente di ingrandimento dello scienziato moderno.<\/p>\n<p><strong>Assistiamo ad una rinobilitazione di Cesare Lombroso e il tuo saggio &#8220;Un delitto senza colpevoli&#8221; contribuisce a questo revival. Quale \u00e8 il senso della rilettura del padre della Criminologia?<\/strong><\/p>\n<p>Lombroso ricercava la ragione per cui si commettono mostruosi crimini, secondo lui bisognava sondare la \u201cpredisposizione al delitto\u201d. Da buon scienziato positivista sezionava cadaveri, confrontava organi per produrre statistiche, anche se il suo metodo lo fuorvi\u00f2 portandolo a conclusioni errate. Oggi le neuroscienze, per spiegare l\u2019aggressivit\u00e0, ridanno importanza al patrimonio organico del soggetto, non soltanto ad aspetti psicologici e caratteriali. Dett\u00f2 scalpore che un giudice ridusse la pena di un imputato adducendo la sua debolezza cromosomica, con buona pace di Lombroso.<\/p>\n<p><strong>Come scrittore da quali autori ti sei fatto ispirare?<\/strong><\/p>\n<p>A essere sincero non ho dei modelli letterari. I miei gialli come \u201cSolo il caso\u201d, \u201cPassione sepolta\u201d, \u201cCandelle nella notte\u201d sono accomunati dalla volont\u00e0 di contestualizzare in modo realistico quanto mette in moto la trama. Preziosa \u00e8 stata la conoscenza, poi tramutata in amicizia, con il criminologo Maurizio Coronato, ormai scomparso, che mi ha preso letteralmente per mano nel condividere la sua ricca esperienza trascorsa sulla scena del crimine. Si era formato a Cliveland negli anni\u201960 e mi ricordava sempre che, durante l\u2019esame in dattiloscopia, il suo professore gli diede 3 minuti esatti per rilevare un\u2019impronta , repertarla e decifrarla. In Italia la stessa operazione richiede settimane, se non mesi. Il suo supporto si \u00e8 rivelato utile nella ricerca che accompagna sempre i miei scritti, tutti sono ispirati a storie vere.<\/p>\n<p><strong>Sei in attesa di conoscere il verdetto dell\u2019editore sul tuo ultimo romanzo\u2026ci puoi anticipare qualcosa?<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo dal titolo, si chiama \u201cI miracoli del sangue\u201d. La storia ruota intorno al ritrovamento, su una panchina, di alcuni resti umani avvolti in una pagina della Stampa Sera del \u201968.. Un cold case che, proprio perch\u00e9 irrisolto, ha stimolato la mia fantasia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Unipop sulla scena del Crimine Imperdibile la prima intervista di Erica Roveglia (addetta stampa della nostra Associazione) ad uno dei nostri docenti: Maurizio Roccato. Non consideratele interviste, piuttosto chiacchierate in libert\u00e0 con i docenti, che con il loro impegno e sapere, contribuiscono ad ampliare il patrimonio didattico dell\u2019Universit\u00e0 Popolare di Vercelli. 150 corsi non bastano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3883,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3882"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3882"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3882\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3887,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3882\/revisions\/3887"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3883"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}