{"id":4626,"date":"2019-12-03T14:38:40","date_gmt":"2019-12-03T13:38:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/?p=4626"},"modified":"2019-12-17T20:48:22","modified_gmt":"2019-12-17T19:48:22","slug":"abstract-2-puntata-ricetta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/abstract-2-puntata-ricetta\/","title":{"rendered":"Abstract 2^ puntata + ricetta"},"content":{"rendered":"<h1><strong>ABSTRACT\u00a0SECONDA\u00a0PUNTATA<\/strong><\/h1>\n<h2>a cura della Prof.ssa <strong>Paola Bernascone Cappi<\/strong><\/h2>\n<ul>\n<li>FAUNA E FLORA DELLA RISAIA<\/li>\n<li>TINCHE E CARPE<\/li>\n<li>RANE<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p>La <strong>RISAIA VERCELLESE<\/strong> \u00e8 anche una <strong><u>grande oasi naturale<\/u><\/strong>.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambiente padano sempre pi\u00f9 impoverito dall\u2019agricoltura estensiva, la risaia si \u00e8 rivelata una <strong>formidabile riserva di cibo<\/strong>. L\u2019allagamento delle risaie \u00e8 alla base di una catena alimentare che ha come protagonisti gli <strong>insetti e i molluschi<\/strong> che vivono nell\u2019acqua e, soprattutto, le <strong>RANE. E\u2019 stata la grande disponibilit\u00e0 di rane a convincere tanti VOLATILI<\/strong> a<strong> nidificare nel vercellese visto che, in risaia, le rane si possono cacciare davvero facilmente. <\/strong>Con l\u2019allagamento e l\u2019avvio della stagione agricola, i primi grandi utilizzatori della risaia sono i <em>limicoli<\/em> che, nel vercellese, <strong><u>si<\/u> <\/strong>riposano durante la migrazione primaverile.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>IL CAVALIERE D\u2019ITALIA <\/strong>Dalla met\u00e0 di aprile ai primi di maggio si possono fare osservazioni veramente uniche di questi uccelli. Sugli argini delle camere di risaia nidificano anche <strong>LE PAVONCELLE<\/strong>. La loro sagoma dai colori scuri e chiari, i frenetici volteggi intorno al nido, se disturbate, e il loro caratteristico fischio le rendono subito riconoscibili. Nel periodo di allagamento, le risaie ospitano anche <strong>ANATRE TUFFATRICI<\/strong>, come morette e moriglioni. Ma queste si fermano solo per riposare. A frequentare da sempre la risaia sono invece le pi\u00f9 comuni <strong>ANATRE DI SUPERFICIE.<\/strong>A frequentare da sempre la risaia sono invece le pi\u00f9 comuni <strong>ANATRE DI SUPERFICIE<\/strong>: <strong>I GERMANI REALI<\/strong> (<em>Anas platyrhyncos<\/em>). Il germano nidifica soprattutto tra le ortiche, i rovi, il gramignone e altre erbe o cespugli lungo i canali, i fossi, le rogge. La risaia, soprattutto quando le piantine iniziano a diventare pi\u00f9 alte e fitte, \u00e8 l\u2019habitat ideale per la <strong>GALLINELLA D\u2019ACQUA<\/strong> (<em>Gallinula chloropus<\/em>). Come tutti i rallidi \u00e8 diffidente ma \u00e8 comunissima. Un altro rallide che corre sull\u2019acqua per involarsi \u00e8 la <strong>FOLAGA <\/strong>(<em>Fulica atra<\/em>). <strong><u>Ma i veri protagonisti della risaia<\/u><\/strong> sono gli <em>ardeidi<\/em>, la famiglia degli <strong>AIRONI <\/strong>e delle <strong>GARZETTE<\/strong>. Sono proprio questi due uccelli ad attirare maggiormente l\u2019attenzione di chi si trova a frequentare la risaia. <strong>L\u2019AIRONE CENERINO<\/strong> (<em>Ardea cinerea<\/em>) colpisce per la sua maestosit\u00e0 ed eleganza<strong>. LA GARZETTA<\/strong> (<em>Egretta garzetta<\/em>) si nota subito anche in lontananza visto che con il suo candido piumaggio non potrebbe certo provare a mimetizzarsi. L\u2019AIRONE CENERINO \u00e8, insieme alla <strong>GARZETTA<\/strong> <em>(Egretta garzetta)<\/em> l\u2019airone pi\u00f9 frequente. Infatti, l\u2019airone bianco maggiore (<em>Egretta alba<\/em>), ancora pi\u00f9 bello, si vede in risaia solo dal tardo autunno alla fine dell\u2019inverno, ed eventualmente di passo in primavera. Questo uccello grande e bianco \u00e8 diffuso un po\u2019 in tutto il mondo ma in Italia \u00e8 rarissimo. Per non confonderlo con la garzetta basta tenere conto delle dimensioni (il doppio della garzetta) e del becco giallo. <strong><u>Altro airone raro<\/u><\/strong> che ogni tanto si fa vedere nelle risaie \u00e8 <strong>L\u2019AIRONE ROSSO<\/strong> (<em>Ardea purpurea<\/em>). E\u2019 molto pi\u00f9 piccolo del cenerino ed \u00e8 molto schivo. Difficile che si avventuri fuori da zone con fitti canneti. L\u2019airone guardabuoi (<em>Bubulcus ibis<\/em>) \u00e8 pi\u00f9 piccolo ed \u00e8 una comparsa un po\u2019 pi\u00f9 recente: tipico dei documentari africani, posato su un bufalo o un rinoceronte, da qualche anno nidifica anche tra il Ticino e il Sesia e frequenta moltissimo le risaie. Lungo i canali e le risorgive si pu\u00f2 vedere sfrecciare <strong>IL MARTIN PESCATORE<\/strong> (<em>Alcedo Atthis<\/em>) dall\u2019inconfondibile trillo e dal prezioso piumaggio \u201cazzurro metallizzato\u201d del dorso. Tra i RAPACI, le osservazioni pi\u00f9 frequenti si devono alla POIANA (<em>Buteo buteo<\/em>). Un rapace su cui occorre spendere qualche parola in pi\u00f9 \u00e8 il NIBBIO BRUNO (<em>Milvus migrans<\/em>). Al contrario della poiana non \u00e8 stanziale: arriva a fine aprile per nidificare. <strong>Un tempo era gi\u00e0 ben presente nel vercellese perch\u00e9 questo \u00e8 un territorio ricco di<\/strong> <strong>acqua e di pesci<\/strong>. Implacabile pescatore, il nibbio \u00e8 per\u00f2 capace di adattamenti alimentari sorprendenti. Oggi, sono le discariche, a favorirlo, sia per la presenza diretta di cibo che per la gran quantit\u00e0 di ratti che ci vivono. Nel reticolo idrico della risaia \u00e8 presente anche il <strong>CORMORANO<\/strong> (<em>Phalacorax carbo<\/em>). Da pochi anni, la risaia italiana ospita anche un uccello molto pi\u00f9 blasonato degli aironi e dei cormorani: si tratta dell\u2019IBIS SACRO <em>(Threskiornis aethiopicus<\/em>), raffigurato spesso nei papiri e nei bassorilievi dell\u2019antico Egitto, dove era venerato come icona del dio Thot. E\u2019 un parente dei pellicani che, come gli aironi, si nutre di rane, pesci, bisce e topi. La sua presenza era eccezionale fino a 4-5 anni fa. Oggi, anche se non \u00e8 diffuso come gli ardeidi, \u00e8 una presenza costante in tutto il territorio risicolo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>TINCHE E CARPE<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019allevamento della <strong>TINCA<\/strong> \u00e8 sempre stato praticato anche nelle <strong>risaie<\/strong>.Oggi nelle risaie non si allevano pi\u00f9 i pesci ma, fino agli anni \u201970, la piscicoltura di risaia era un\u2019attivit\u00e0 molto diffusa nel triangolo risicolo <strong>Vercelli, Novara, Pavia<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>piscicoltura nel riso<\/strong> era possibile solo nella risicoltura che \u00e8 terminata con la semina diretta in risaia. Dal \u2018700, passando dagli anni del film Riso Amaro (anni 40-50) e fino alla fine degli anni \u201960, il riso veniva seminato in semenzai e, nel mese di giugno, quando le piantine avevano raggiunto il pieno accestimento con lo sviluppo dei culmi fertili e un\u2019altezza di 30 cm, venivano trapiantate in risaia.<\/p>\n<p><strong>Le tinchette (e le carpette) venivano immesse subito con l\u2019allagamento di maggio alla misura di 7-10 cm e venivano pescate con l\u2019asciutta del riso a settembre alla taglia di 16-18 cm<\/strong>. Molte finivano nei canali di scolo e nelle rogge dove rimanevano negli invasi delle chiuse dove, insieme a ANGUILLE, ALBORELLE, CAVEDANI, scardole venivano pescate con le bilancelle, le reti quadrate rette da una spessa canna. <strong>Le tinche erano allevate insieme alle CARPE<\/strong>. La tradizione di allevamento in risaia ha sviluppato ricette padane tipiche abbinate al riso come il risotto alla tinca (diffuso anche lungo i grandi laghi).<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>LE RANE<\/strong><\/p>\n<p>Le rane esistevano gi\u00e0 ai tempi dei dinosauri. Sono stati trovati fossili di rane risalenti a pi\u00f9 di 180 milioni di anni fa. Tipica di fossi, stagni e risaie\u00a0 \u00e8 la rana di colore verde, verde scuro a macchie nere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>NOTA PERSONALE <\/strong><\/p>\n<p>Credo che le rane facciano parte del DNA di ogni vercellese e ciascuno di noi ha un ricordo legato alle rane di cui si \u00e8 sicuramente cibato .Le rane avevano creato un a micro-economia legate ai RANATE\u2019 e alle RANATERE che vendevano il loro pescato per le vie della citt\u00e0 al grido \u201c<em>Doni compr\u00e8 i rani, compr\u00e8 i rani doni<\/em>\u201d. Traduco per chi \u00e8 nato al di l\u00e0 della Sesia \u201c<em>donne comprate le rane, comprate le rane donne\u201d<\/em>. Le massaie compravano le rane e tornavano a casa con il loro scartoccio. Le rane, se no venivano consumate subito, venivano messe generalmente in una bacinella con farina di meliga. Le pi\u00f9 grosse venivano cucinate in mille modi, fritte, in frittata, in fricassea, al verde, ecc. le pi\u00f9 piccole infilate in uno spago chiuso come una collana e tuffate in acqua bollente per ricavarne un brodo un po\u2019 dolciastro ma molto nutriente in cui venivano aggiunte anche le cosce spolpate. Veniva dato generalmente ai malati e ai bambini. Io ricordo in particolare la pulizia delle rane. Mia nonna Gin donna minuta e gentile ,armata di un forbicione con pochi, precisi gesti chirurgici portava a temine in pochi secondi l\u2019operazione e io la guardavo con curiosit\u00e0 e raccapriccio.<\/p><\/blockquote>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La ricetta:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4628 size-large\" src=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/trota_carpione-752x1024.jpg\" width=\"752\" height=\"1024\" srcset=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/trota_carpione.jpg 752w, http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/trota_carpione-220x300.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 752px) 100vw, 752px\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p>Riascolta qui la puntata:<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4626-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/puntata-2-cucina-della-risaia.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/puntata-2-cucina-della-risaia.mp3\">http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/puntata-2-cucina-della-risaia.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ABSTRACT\u00a0SECONDA\u00a0PUNTATA a cura della Prof.ssa Paola Bernascone Cappi FAUNA E FLORA DELLA RISAIA TINCHE E CARPE RANE La RISAIA VERCELLESE \u00e8 anche una grande oasi naturale. 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