{"id":4809,"date":"2020-03-21T10:49:07","date_gmt":"2020-03-21T09:49:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/?p=4809"},"modified":"2020-05-07T10:45:16","modified_gmt":"2020-05-07T08:45:16","slug":"racconto-1-corso-di-scrittura-creativa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.unipopvercelli.eu\/sito\/racconto-1-corso-di-scrittura-creativa\/","title":{"rendered":"Racconto 1 &#8211; Corso di Scrittura creativa"},"content":{"rendered":"<p><i>Pubblicheremo 3\u00a0racconti dei partecipanti al Corso &#8220;Scrittura Creativa&#8221;dell&#8217;Anno Accademico 2019-2020.<\/i><br \/>\n<i>Il docente \u00e8 lo scrittore e giornalista Remo Bassini.\u00a0<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p>RACCONTO 1<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><strong>Il testamento di P.<\/strong><\/h1>\n<p><i><b>di Laura Tarchetti<\/b><\/i><\/p>\n<p><a name=\"Bookmark\"><\/a>Arriva il momento in cui si ha la sensazione di non poter pi\u00f9 rimandare. Nel corso degli ultimi tempi ci ho pensato spesso, ma ho sempre fatto finta di non farlo, spostando subito l\u2019attenzione su qualcosa o qualcun altro, a seconda del momento. Un\u2019auto ferma in coda con i finestrini abbassati da cui proviene una canzone sconosciuta, una nuvola a forma di drago che avanza ruggente verso il mare, una pozzanghera in cui intravedo il riflesso di una parte di me, un gruppo di operai che dispone le segnalazioni di apertura di un cantiere, nelle prime luci del mattino. Un\u2019altra immagine, un altro pensiero, e via ancora con un\u2019altra immagine. Passare oltre, vietato fermarsi.<\/p>\n<p>Ma le mie giunture ora stanno scricchiolando, la stanchezza sta prendendo il sopravvento e ho paura che, continuando a ignorare la mia situazione di evidente decadimento fisico, non riuscir\u00f2 a portare a termine nemmeno queste poche righe. Prendo coraggio, raccolgo le ultime energie, scrivo, allora.Ho compiuto cinquant\u2019anni l\u2019autunno scorso: non sarebbero nemmeno tanti, se non fosse per questo lavoro massacrante, spaccaossa, che ha cominciato a uccidermi tempo fa, che continua a uccidermi lentamente, minando ogni parte del mio corpo. Io gli ho dato l\u2019anima, lui se l\u2019\u00e8 presa e, in cambio\u2026niente, ecco.Vedo la fine, penso sia questa la mia ricompensa, la mia liberazione. Forse rester\u00e0 di me un ricordo, un\u2019emozione, un po\u2019 di commozione. Rabbia, magari, anche, chiss\u00e0. Non ho scelto, mai. Ho accettato, sempre. Il mio lavoro \u00e8 stata la mia vita, e viceversa. Mio padre, pace all\u2019anima sua, ha deciso per me: il suo prediletto, tra i suoi numerosi figli, forse perch\u00e9 ha potuto plasmarmi a suo piacere. Un simbolo del suo narcisismo, della sua sete di immortalit\u00e0. E io nel bene e nel male, condannato a vivere, e ora, a morire.Facile, si dice che ci sia sempre una via d\u2019uscita, che la vita \u00e8 costruita da noi stessi. Facile, per chi si ferma alle apparenze, per chi giudica da ci\u00f2 che vede e non riesce a cogliere l\u2019essenza, il cuore nascosto. E tu, che ora mi leggi, ci riuscirai?\u00c8 l\u2019alba, che \u00e8 il momento della giornata che preferisco: l\u2019ora in cui non si mente, sospesi tra un sogno che va finendo e la realt\u00e0 che va svegliandosi. \u00c8 l\u2019attimo in cui mi sento fiducioso, quando il giorno \u00e8 ancora solo una promessa. Oggi per\u00f2 \u00e8 ancora buio quando gi\u00e0 dovrebbe diffondersi il chiarore, piove fitto e il traffico solleva una nebbia grigia di gocce indecise tra cielo e asfalto. Ogni tanto, un tuono, una raffica di vento, e io ho paura. Siamo in estate, ma non sembra, se non per la temperatura piacevole: in una fotografia scattata ora potrei sembrare un vecchio immortalato in uno scorcio di autunno inoltrato. Con un po\u2019 di fortuna, per\u00f2, con tutta quest\u2019acqua, i miei contorni potrebbero sfumare senza rivelare le mie reali condizioni. Ho ancora tempo, comunque, prima che Lei arrivi. Ecco, s\u00ec, vorrei vederla un\u2019ultima volta, farle sapere che, qualunque cosa accada, \u00e8 al sicuro.Ho incontrato migliaia di persone, non ho conosciuto nessuno. Molti sono passati in fretta, solo un attimo, di sfuggita, neanche il tempo di scorgerne le fattezze, altri si sono fermati un poco di pi\u00f9. Alcuni altri, ancora, sono diventati invece presenze familiari, per periodi pi\u00f9 o meno lunghi, ma solo qualche volto mi \u00e8 rimasto impresso nella memoria. Quello di Lei, appunto, nemmeno so perch\u00e9. Empatia, chimica, colpo di fulmine, il caso, non importa. Ho visto andare e venire famiglie intere, uomini soli, abitanti del posto, gitanti, lavoratori, vecchi, giovani, bambini, turisti, stranieri, neonati. Lo scorso anno, proprio qui, \u00e8 nato un bimbo. Mi sono commosso un po\u2019, mi sono sentito partecipe, pur non avendo fatto nulla. Ero soltanto presente, tutto l\u00ec. Ho pensato stupidamente che quando fosse stato grande, avrebbe forse potuto ricordarsi di me, magari con un sorriso. Ma ho visto anche qualcuno morire, nel corso degli anni. In quei casi, invece, avrei soltanto voluto defilarmi, sperando che nessuno pensasse che potesse essere dipeso da me. Ero soltanto presente, come sempre, tutto l\u00ec.<br \/>\nNon ho nulla da lasciare, quindi forse \u00e8 esagerata la parola testamento per definire queste mie poche righe. Non possiedo nulla, se non queste mie spoglie che saranno certo un peso per chi se ne dovr\u00e0 occupare. Ma si passer\u00e0 oltre, come accade con chiunque e con qualunque cosa. Magari potrei avere qualcosa da insegnare, certo, questo s\u00ec, \u00e8 sempre una questione di esperienza. Sono convinto di averne molta, nel mio campo. Per insegnare, per\u00f2, bisogna avere come controparte qualcuno che impari, che abbia intenzione di farlo. Esiste questo qualcuno? Non ne ho idea, e non potr\u00f2 saperlo mai: posso soltanto sperarlo, mentre tu, che mi sopravvivi, probabilmente lo scoprirai presto.Nel frattempo, piove pi\u00f9 di prima, soffia un incessante vento tagliente e il sole, che non posso vedere, dev\u2019essere ormai alto: sono sempre pi\u00f9 spossato e sento che sto cedendo, stremato, come se dovessi addormentarmi da un momento all\u2019altro. Posso sentire distintamente lo scricchiolio delle mie ossa, nonostante il rumore del traffico e del temporale. L\u2019umidit\u00e0 mi attraversa implacabile, determinata a darmi il colpo di grazia. Voglio resistere, devo soltanto ancora vedere Lei. Di solito passa in tarda mattinata, quando si dirige verso il casello autostradale per raggiungere il posto di lavoro. Non so che ore siano, ma a giudicare dalla luce \u00e8 in ritardo. Intravedo solo la sagoma delle auto che passano, tra le luci degli stop che si accendono ad intermittenza e i tergicristalli che vorticano frenetici.Poi, eccola, nella sua auto bianca\u2026 un minuto, due al massimo, prima che scompaia dietro la curva, laggi\u00f9 in fondo, direzione levante. La fisso lungo il percorso, per imprimermela bene nella memoria, perch\u00e9 sia la mia ultima immagine, e Lei se ne va in una nuvola d\u2019acqua, i fari accesi, incurante di me, verso la sua giornata, probabilmente una giornata come tante. O forse no.<\/p>\n<p>Ora, finalmente, posso andarmene anch\u2019io.<\/p>\n<p>Genova, 14 agosto 2018<br \/>\nP. Morandi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicheremo 3\u00a0racconti dei partecipanti al Corso &#8220;Scrittura Creativa&#8221;dell&#8217;Anno Accademico 2019-2020. Il docente \u00e8 lo scrittore e giornalista Remo Bassini.\u00a0 RACCONTO 1 &nbsp; &nbsp; Il testamento di P. di Laura Tarchetti Arriva il momento in cui si ha la sensazione di non poter pi\u00f9 rimandare. 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