Le parole sanno essere cerotti che proteggono le nostre fragilità oppure aghi che ci punzecchiano, ci provocano. Le storie possono essere suture in grado di saldare i lembi di un cambiamento indesiderato, di una perdita, di una crisi.
I romanzi sono in grado di illuminare le situazioni più confuse quando meno ce l’aspettiamo.
Il nostro desiderio è esplorare insieme a te questa dimensione.
Non parliamo di “biblioterapia”, però: tutte le “terapie” che da qualche anno si affacciano sul mondo della patologia e della sofferenza richiedono un “terapeuta” qualificato e autorevole in tema di malattia e guarigione. La nostra finalità è più semplice: suggerire letture che possono dare sollievo a chi sta vivendo un disagio o una condizione scomoda.
Una buona compagnia, insomma!
Eccoci nella nostra NON-FARMACIA LETTERARIA: tutti prodotti rigorosamente a base di cellulosa, tutti miscelabili fra loro in libertà, self-service 24 ore su 24, 7 giorni su 7, gratuità totale, nessuna coda e nessun elimina-code.
In questo spazio non ci sono prescrittovi (da noi, solo “prodotti da banco”, anzi… da scaffale!) e non ci sono controindicazioni (magari, a volte, qualche blando effetto collaterale…), la posologia è libera e personalizzabile, la sostanza narrativa non interferisce (di norma) con la digestione e le altre funzioni
corporali di base, non s’ingerisce né s’inietta in vena nulla: solo qualche consiglio, spesso intriso di ironia
(che, peraltro, rimane uno dei migliori disinfettanti per l’anima!).
Ciò che c’interessa è dunque la letteratura come preziosa fonte di… “automedicazione spirituale”.
Qualche scelta di campo: no bestseller o ultime uscite (che trovate già nelle vetrine), sì piccola-media editoria, sì classici (affinché questa possa essere anche un’esperienza di (ri)scoperta!).
Perché la passione per i libri e la pratica della lettura è un non-malanno spirituale cronico da augurare a tutti!
E allora… si parte!
LETARGIA DELL’IMMAGINAZIONE
La fantasia pare distribuita in dosi molto diversificate fra gli umani; c’è chi si è convinto di essere stato assente o distratto il giorno dell’assegnazione… Ma non si deve mai disperare: una lettura chirurgicamente mirata è in grado di fare miracoli, anche partendo da un solo atomo di immaginazione! Alessandro Bergonzoni è un vero gigante e qualsiasi sua secrezione, narrativa o teatrale, sa di prodigio; personalmente, rimango affezionata a “Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa” (che contiene anche alcune opere grafiche del meraviglioso Autore).
Andate a vederlo, a teatro: un giocoliere della parola che sembra scivolare fra luoghi comuni e invenzioni strepitose, vi pungerà quanto un pugno di puntine sulla poltrona. Perdonatelo: la fa per noi!

E che dire di Peter Fortune? E’ il bambino protagonista de “L’inventore di sogni” di Tan McEwan. Vi va di giocare insieme a lui? Il mio racconto preferito è senza dubbio “La Pomata Svanilina”!
A cura di Roberta Invernizzi

