Bernascone

Si ringrazia Betty Corvo per la foto

– Paola Bernascone Cappi è un volto noto a Vercelli. È stata docente di Filosofia, Pedagogia e Scienze Sociali al Liceo Socio-Psico-Pedagogico dell’Istituto Superiore “Rosa Stampa” di Vercelli. Dal 1991 ricopre l’incarico di presidente dell’Università Popolare di Vercelli, ma non solo: è componente del consiglio di amministrazione della famija varsleisa, dell’Opera Pia “Francesco del Pozzo” Si può dire che lei nel sociale ci crede molto: la sua Università rispetta questo suo essere?

Sì sono impegnata nel sociale anche su altri fronti: da molti anni sono socia del Kiwanis Club di Vercelli, che si occupa di bambini e realizza service a favore dei bambini disagiati in tutto il mondo. In questo Club ho ricoperto la carica di luogotenente governatore e mi sono occupata del service che aveva l’obiettivo di sconfiggere il tetano neonatale che colpiva moltissimi bambini e le loro madri. Il Kiwanis ha svolto con successo una campagna per la vaccinazione contro questa infezione.

– È un’Università aperta a tutti o ci sono dei limiti di età?

Non ci sono limiti d’età. Tutti possono partecipare.

– Si vedono con insistenza corsi di lingue interessanti: dal giapponese, al russo a persino il Latino. Senza dimenticare i corsi di lingua inglese. Sono i veri punti di forza?

Sicuramente i nostri corsi di lingue straniere possono contare su molti docenti di madre lingua o laureati preparati appositamente per insegnare agli adulti.

– Il dipartimento Scientifico-Pratico ha al suo interno davvero molti corsi interessanti. Si tratta di economia ed informatica, materie che sono ormai all’ordine del giorno e sulla bocca di tutti. Quanto è importante per lei aiutare a far comprendere le basi della quotidianità?


Molto importante. Spesso le persone non si avvicinano a queste discipline perché le trovano difficili. Il compito dell’Università Popolare è proprio quello di renderle accessibili a tutti.

– Una grande parte è occupata dalle scuole – che potremmo definire di specializzazione – di cucina, fotografia e fumetto. Bisogna avere dei requisiti minimi per partecipare o anche i neofiti sono ben accetti?

Tutti sono ammessi senza avere particolari requisiti. È sufficiente un po’ di passione e la voglia di imparare.

– L’Università Popolare ha in programma molte visite: Milano, Parma (capitale della cultura 2020) e Torino. Però, per il capoluogo del Piemonte, avete in programma una visita diversa dal solito…


Ci piace portare le persone a scoprire particolarità del nostro territorio. Torino è una città che molti conoscono ma sicuramente pochi sanno che esiste una Torino sotto terra e che Torino è al centro di un triangolo magico che ne fa la città esoterica per eccellenza.

– Oltre ad alcune lezioni, che sono una vera e propria costante dell’Unipop – come ad esempio il corso di fumetto e le lingue – si vedono due grandi novità; l’Accademia del mistero e il corso di salute e benessere fanno notizia. Come mai questa nuova scelta?

Ho constatato che l’interesse per il mistero è crescente e che c’è molta disinformazione sul tema. Con Gian Luca Marino, che è già stato nostro collaboratore, abbiamo pensato di dare organicità a questi temi attraverso la trattazione di alcuni temi che ricorrono nella curiosità delle persone.

– Il vostro impegno per il sociale, di cui parlavamo prima, è caratterizzante. Getta le basi su cui si fonda l’Università Popolare di Vercelli, quali sono le iniziative che la rendono più orgogliosa?

Sicuramente aver avviato dallo scorso anno il corso di lingua italiana dei segni per i non udenti.

– L’inizio dei corsi è sempre più vicino. Dovesse consigliare un corso in particolare per ogni giorno della settimana, cosa consiglierebbe ai futuri iscritti?

Abbiamo pensato anche a questo. Quest’anno con le mie collaboratrici ho realizzato una guida settimanale dei corsi che si svolgono. Così ciascuno può scegliere secondo i suoi impegni.

– Sappiamo che far uscir di casa le persone dopo un’intera giornata di lavoro è faticoso. L’anno scorso l’Università ha registrato un gran numero di iscritti. Secondo lei, per quale motivo la gente lascia la propria comodità per tornare sui banchi di scuola?


Vercelli non è una città facile. Il pendolarismo che la caratterizza impedisce a molte persone di partecipare alle iniziative serali. Credo che se una persona è motivata ad apprendere, incuriosita da un argomento o semplicemente vuole studiare una lingua straniera, viene all’UniPop. Qui sa di trovare docenti molto preparati, un ambiente sereno e solidale in cui può intrecciare anche solide amicizie.


Si ringrazia calorosamente Paola Bernascone Cappi per la disponibilità e la gentilezza dimostrataci durante il corso di questa breve intervista.