La melodia rock metal di Alessandra Vicario

Chi è l’insegnante di canto Alessandra Vicario? Come si conciliano nella sua vita l’esperienza teatrale, la danza e il canto?

Sono una persona estremamente eclettica e piena di curiosità, di entusiasmo e di passione nei confronti della vita. Insegno perché, tramite il canto, mi piacerebbe estendere agli altri queste sensazioni, con la consapevolezza che non esiste nulla di meglio della musica per esprimere pienamente se stessi e vivere così ogni giorno come un dono prezioso, a cui tutti abbiamo la possibilità di contribuire con la nostra personale melodia. Inoltre ho sempre cercato di trasmettere anche i valori in cui credo. Personalmente ho trovato tanti modi per farlo; è stato un lungo percorso formativo, prima attraverso il teatro, dove ho imparato a disconoscere me stessa a beneficio del “messaggio”, poi con il canto (che in realtà ho sempre coltivato), con cui ho imparato a trovare un equilibrio fra le mie insicurezze ed i miei punti di forza; infine con la danza sono addirittura riuscita a vincere la sfida di esprimermi senza l’ausilio delle parole. Ma il mio percorso è soltanto all’inizio: sto lavorando (con molta calma a dire il vero) anche ad alcuni romanzi, dove sarà invece la parola ad essere protagonista.

In generale, cerco di conciliare più attività possibili fra loro: amo imparare e voglio continuare a farlo in ogni campo, in ogni momento: la vita è talmente ricca che vale sempre la pena imparare qualcosa di nuovo.

Teatro, danza e canto fanno parte di tre tappe di un processo di maturazione professionale di un’artista che possa dirsi completa o rappresentano altro?

Certamente tutte le attività artistiche che ho intrapreso fanno parte di un processo di maturazione professionale, ben lungi dall’essere completamente realizzato, ed insieme hanno contribuito (e continuano a contribuire) alla costruzione dei miei progetti. Anche e soprattutto nello scrivere le mie canzoni “celtiche”, insieme al mio chitarrista, il messaggio di cui parlavo prima si svela nella sua musicalità, ma anche nel gesto e nell’interpretazione. I miei allievi si accorgeranno, durante i corsi, di come il canto abbia bisogno di una componente di presenza scenica che ricorda molto il teatro, oppure di un senso del ritmo che li farà sentire vicini alla danza. E questo vale anche all’inverso. Siamo parte di un Tutto: solo l’Arte riesce a farcelo capire.

Con curiosità ho letto che vanta una collaborazione con un gruppo rock metal…come le è accaduto di avvicinarsi a un musica così strong? E’ sorta di Alter Ego della Vicario dedita al canto melodico?

Rispondo con orgoglio (e con un sorriso) che in realtà non si tratta affatto di un alter ego ma, più probabilmente, del mio vero volto. Amo la musica in tutte le sfaccettature (pur avendo le mie preferenze) e ritengo che il mio genere preferito, il metal melodico/sinfonico, sia l’erede della musica classica, con i suoi crescendo e tutta la sua vivace complessità. Non per nulla questo tipo di musica comprende quasi sempre una voce lirica femminile. Allo stesso modo della musica, anche la voce andrebbe conosciuta in tutte le sue sfaccettature, “soft” e “strong”, imparando a mescolare i vari stili secondo le proprie inclinazioni. Solo così, applicando conoscenza e libertà, ciascun artista potrà Crescere e Creare.

Sarà lei ad accompagnare i corsisti di Canto in un’avventura di studio che prevede esercizi teorici e pratici. Può anticiparci qualcosa sugli argomenti che affronterete?

Un’avventura, esatto. Gli argomenti sono davvero tanti: esploreremo la musica in tutta la sua molteplicità (tecnica, ascolto, lettura, interpretazione, improvvisazione…), attraversando tutti i generi vocali dal lirico al moderno.

Posso dire che al primo posto metterò sempre e comunque il benessere degli allievi, nel senso fisico e psicologico. Nessuno rimarrà indietro né tantomeno verrà messo da parte. L’apprendimento sarà semplice… ed anche divertente. I corsisti però non si devono aspettare nulla di “normale”: i miei metodi sono particolarmente originali. Insieme, ci accorgeremo di quanta magia c’è nella musica e di come possiamo crearla semplicemente con la nostra voce: ogni scoperta sarà un’avventura.

A chi si rivolge il corso di canto? Bisogna essere per forza ugole d’oro o può essere un’esperienza aperta a tutti?

Si rivolge a Tutti! Cantare è un’esperienza meravigliosa che tutti dovrebbero poter provare; anche chi si ritiene stonato potrebbe accorgersi di non esserlo affatto, ma di aver solo bisogno di conoscere meglio la musica e capire come funziona. Tutti possiedono delle qualità: ugole d’oro non si nasce, ma si diventa con l’entusiasmo, la passione e l’impegno.

Immagino che abbia seguito il festival di Sanremo. Può dirci un artista che avrebbe posto sul podio e una che non l’ha convinta? Perchè?

In realtà non l’ho seguito affatto poiché non possiedo un televisore, ma soltanto un computer. Una scelta che mi costringe a cercare le informazioni per conto mio e a non dare per scontato nulla di ciò che ci viene raccontato. Un esercizio di mobilità per il cervello, se vogliamo. In ogni caso non credo che lo avrei seguito, e non solo a motivo delle mie preferenze (musicali e non), che tendenzialmente mi allontanano un pochino da ciò che è “commerciale”: ho la sensazione che la musica italiana odierna non si stia evolvendo… certo, ci sono delle eccezioni, ma la tendenza è quella di uniformarsi, anziché diversificarsi, puntando più sulle linee vocali e sui testi piuttosto che sulla musica.Suppongo che ci sia paura di osare, e si preferisca “andare sul sicuro”, proponendo stereotipi di successo, già rodati. Il nostro pubblico non è abituato ad ascoltare musica in modo vario e consapevole: dobbiamo imparare ad aprire i nostri orizzonti, oltre alle nostre orecchie. Un artista che, come ho scoperto successivamente, ha invitato ciascuno a farlo, dal palco dell’Ariston, è stato Ezio Bosso, del quale ho particolarmente apprezzato le dichiarazioni che equiparano la musica alla magia. Perché per chi la fa, ed anche per chi la sa ascoltare, la musica è esattamente questo: magia.