“Io non mi arrendo. Dislessia e disprassia a scuola e nell’età adulta”. Il convegno rivolto ai soggetti responsabili della nostra educazione, promosso dalla Dott.ssa Ilaria Santillo in collaborazione con l’Università Popolare di Vercelli, ci obbliga ad un approfondimento sui concetti al centro dell’appuntamento, ospitato sabato 16 marzo, alle ore 9, al Piccolo Studio.

santilloIlaria Santillo, Referente Disprassia Regione Piemonte per conto dell’Istituto Itard, Terapista Itard, Responsabile dei Centri Clinici VICTOR di Aiuto all’Apprendimento e allo Studio con sedi a Novara e a Carisio, nonché Docente di Lettere e attualmente Docente di Sostegno presso la Scuola Media Statale Giovanni XXIII di Santhià si è resa disponibile a rispondere ad alcune domande.

* Cosa intendiamo con dislessia e disprassia?

La dislessia è un disturbo del processo della lettura, della sua esecuzione, non dell’apprendimento. La dislessia disturba gli apprendimenti. Le difficoltà sono di ordine procedurale, sequenziale, di scorrimento da sinistra verso destra e comportano disordini motori e spazio-temporali. Infatti le persone dislessiche sono maldestre, lente, disordinate. La dislessia, che include sempre la disgrafia e la discalculia, è una manifestazione della disprassia e comporta disordini funzionali. La dislessia, come la disprassia, cui appartiene, è un disordine esecutivo, non un deficit.

* Nel senso comune si crede, erroneamente, che questi disturbi interessino solo l’età scolastica di un soggetto ma il convegno organizzato con ITARD racconta un’altra verità…perchè?

La disprassia consta di disordine, incoordinazione e lentezza in molte condotte, dalla motricità, al linguaggio, al pensiero e si protrae per tutta l’età. Naturalmente poi l’individuo può migliorare sensibilmente le proprie prestazioni, compensare e supplire.

*Si può guarire da questi disturbi o ci sono accorgimenti per poterli tenere sotto controllo?

Appropriate pratiche educative o terapiche possono migliorare molto le prestazioni esecutive, quindi potenziare il leggere, lo scrivere, le abilità matematiche unitamente ai coordinamenti generali e all’orientamento nello spazio e nel tempio, quindi al controllo della velocità esecutiva.

* Premettiamo che molti personaggi noti (mi viene in mente Leonardo Da Vinci) erano dislessici segno che questo disturbo non è così tanto limitante. Voi come ITARD in che modo cercate di supportare i soggetti coinvolti?

La dislessia-disprassia non debilita l’intelligenza, anzi, a volte la esalta e può renderla eccellente. Spesso favorisce il pensiero creativo e la costruttività/artigianalità. Il nostro lavoro, secondo le linee del Metodo CRISPIANI e le pratiche del Cognitive Motor Training (CMT), genera una condizione di neuroattivazione di base  su cui insiste con il potenziamento delle specifiche prestazioni.

* Nelle scuole si sente parlare a volte di LIM, di programmi specifici, questi strumenti sono sufficienti nella fase di “cura”?

La LIM può esser utile se impiegata per far lavorare gli alunni monitorati dal docente. Non servono strumenti elettronici e mediali che però condannano i ragazzi al non leggere, al non scrivere, al non incolonnare, al non calcolare, ecc.

*Nella sua esperienza, ha visto casi di “pazienti” che grazie ad un puntuale allenamento sono riusciti a superare gli ostacoli da dislessia/disprassia e, al contrario, casi di chi -escluso da una formazione ad hoc-convive con questi disturbi?

Molti bambini, ragazzi o adulti pervengono a prestazioni accettabili e persino eccellenti, a condotte fluide e a un tempo sufficientemente ordinate. Naturalmente il risultato è il Potenziamento delle Funzioni Esecutive generali, quindi anche di quelle operative come la guida, l’orientamento, il calcolo, l’interazione verbale e sociale, ecc. In alcuni casi, la disprassia può dar luogo a forme di disadattamento psicologico e/o sociale e pervenire a situazioni anche critiche. Alcuni, vi convivono serenamente. Altri non scopriranno mai  di soffrire di questi disturbi

*Quando e perché ha deciso di rivolgersi proprio all’Università Popolare di Vercelli?

La decisione di presentare quest’evento è stata ben ponderata nel tempo, ma senza esitazione alcuna a scelta presa mi sono recata all’Università Popolare di Vercelli dalla Professoressa Paola Bernascone Cappi. Il suo costante operato e interesse proteso per favorire l’accesso alla cultura, sotto ogni forma e verso tutti, è stato il motore della mia scelta. Con Lei non si sbaglia mai, è una garanzia di professionalità, competenze e serietà. Qui abbiamo subito affrontato il delicato problema della Disprassia-Dislessia e del Metodo Crispiani. Confrontandoci e riflettendo sul da farsi, è partito il progetto. Non da ultimo, mi sembrava doveroso offrire a questa città, che mi ha sempre dato tanto, l’opportunità di conoscere qualcosa di innovativo e importante.