Leonida Robbiano: Unipop chiude il percorso celebrativo con un incontro-racconto in sua memoria

leonida_robbiano-1“Leonida Robbiano: il volo per il primato e l’abbigliamento nell’aviazione tra le due guerre”.
E’ questo il titolo dell’incontro-racconto che si terrà venerdì 30 novembre alle ore 21, nella Sala Parlamentino dell’Ovest Sesia e che si fregia del prezioso patrocinio dell’Università Popolare di Vercelli. L’Accademia del Sapere ha voluto dare il suo personale contributo alla celebrazione del Pioniere del Volo Leonida Robbiano accogliendo il progetto di due stimati professionisti del tessuto vercellese- l’ing. Mark Varlotta e l’esperta di Storia del costume Letizia Vercellino- che hanno condotto un’approfondita ricerca sulla figura di questo eroe vercellese per troppo tempo dimenticato. Per chi ancora oggi non lo sapesse, Robbiano fu l’aviatore che nella primavera del 1933, a bordo del “Breda 33”, tentò un’impresa poi conclusasi tragicamente: la trasvolata intercontinentale Londra-Sidney. Nel 90° compleanno dell’aeroporto vercellese Carlo Del Prete, la conferenza di venerdì 30 novembre, è la conclusione di un percorso commemorativo che l’Unipop aveva inaugurato con “Pedalando la cultura”, biciclettata incentrata sulla storia dell’eliporto e dei personaggi che vi gravitavano, tra cui il leggendario Pilota, allievo di Francis Lombardi.

Abbiamo dunque coinvolto Mark e Letizia in un’intervista doppia, per conoscere il loro personale contributo alla memoria di Leonida Robbiano.

Mark e Letizia di cosa vi occupate nella vita?

Mark: Sono un ingegnere libero professionista appassionato di architettura e della sua storia. Insegno Rappresentazione e Modellazione Odontotecnica all’Istituto Lombardi di Vercelli.

Letizia: La mia è una formazione prettamente artistica, dopo alcune specializzazioni in design di moda, mi sono laureata in Storia dell’arte con una tesi sulla storia del costume. Ho lavorato per molti anni come disegnatrice di moda per aziende del settore, studi stilistici e insegnando in contemporanea presso scuole private con indirizzo moda. Amo studiare, quindi la mia curiosità e passione mi hanno portato a conseguire abilitazioni come guida turistica e accompagnatore turistico, ma non sto mai ferma pertanto la mia formazione credo e spero possa proseguire per molto tempo; ora, ad esempio, da un anno studio presso una scuola di teatro a Milano e sono entusiasta di questo percorso, perché fruttuoso per il mio lavoro.

Da una parte dunque un tecnico, dall’altra una creativa esperta di moda e costume. Come avete deciso di strutturare la conferenza in memoria del pioniere del volo?

Letizia: Mark ed io abbiamo scoperto di avere interessi in comune, l’amore per il nostro territorio, la storia e soprattutto l’interesse per alcuni personaggi caduti nell’oblio, eroi dimenticati come il caso Leonida Robbiano. Si è deciso di presentare un progetto all’inizio del 2018 alla prof.ssa Paola Bernascone, Presidente Unipop di Vercelli che ha accolto subito con entusiasmo l’idea. Un progetto diviso in tre parti e spalmato nel corso dell’anno avendo come location il Museo Leone, l’Aeroporto di Vercelli e da ultimo la Sede dell’Associazione irrigazione Ovest Sesia.

Mark: Non ci piace parlare di conferenza, perché di fatto non lo è, bensì un Incontro-Racconto; si raccontano la vita e le imprese di Robbiano coadiuvati da immagini, filmati d’epoca e letture tratte da articoli del tempo. Una formula che è piaciuta molto al pubblico e che riproporremo seppur in modo differente, anche in questa terza parte del progetto.

Perchè proprio Leonida Robbiano ha risvegliato il vostro interesse? E’ forse il vostro modo di risvegliare le coscienze di una intera città che per troppo tempo ha dimenticato uno dei suoi eroi?

Letizia: Purtroppo, un difetto italico è dimenticare troppo velocemente il passato, ricordare coloro che ci hanno preceduto e che sono ancora adesso di grande insegnamento soprattutto per le giovani generazioni è quasi un dovere civico e morale. Distruggere la memoria storica equivale a distruggere la base della propria identità individuale e collettiva, come si dice non c’è futuro senza memoria. Per noi ricordare Leonida Robbiano è motivo non solo di orgoglio, un concittadino che si è distinto per il suo incredibile carattere, acuta intelligenza, esemplare coraggio, ma anche una figura direi romantica che fino all’ultimo ha creduto nel suo sogno, quello di volare. Una figura di straordinario fascino per me.
Mark: La ricerca è partita dal monumento al pilota scomparso, pregevole opera a firma dell’architetto vercellese Giuseppe Rosso. Il progetto di recupero dell’opera architettonica richiedeva anche lo studio della vita del pilota all’interno di una città che per un frangente fu all’avanguardia in Italia.

In che senso si tratterà di un incontro-racconto?

Mark: Sarà un raccontare proprio perché vorremmo attribuire un taglio leggero all’incontro, citando solo alcuni dei molti documenti analizzati e questa volta parlando non di eventi tragici, bensì di quelli legati ai raid e all’amicizia che legava Robbiano ad alcuni personaggi vercellesi
Letizia: In questo appuntamento parlerò di abbigliamento, contestualizzato al periodo storico e ad un indumento assolutamente rivoluzionario utilizzato anche in aviazione. Di più non dico!

Mark,  può accennare alla complessa ricerca con cui ha ripercorso la storia e l’impresa di Robbiano?

Mark: E’ stata una ricerca svolta su quotidiani coevi mondiali e per la verità ancora in fase di svolgimento. Fortunatamente la maggior parte delle emeroteche sono ora accessibili in rete. Poi ci sono gli archivi di Stato, di Roma, Torino e Milano dove ho reperito informazioni sulla sua lunga e brillante carriera militare.

Possiamo dire che ormai si è affermato come esperto di ricerche storiche. Di tutte quelle che ha condotto fino ad oggi quale l’ha più entusiasmata e perché?

Mark: Tutte le ricerche che ho svolto sono state motivate da un interesse personale, da una curiosità innata e dalla voglia di scoprire e condividere vicende altrimenti dimenticate dai più. Per questo non attribuisco classifiche ai miei lavori.

Pochi sanno che all’ingresso dell’aeroclub cittadino compare una stele che celebra l’aviatore vercellese. In che occasione fu inaugurata?

Mark: Con il termine del secondo conflitto bellico la memoria orale venne interrotta, era vietato parlare di qualsiasi evento legato al ventennio. Una scelta che ha condannato molti uomini e episodi che erano stati motivi di esempio e orgoglio in città. D’altronde si sa, la storia la scrivono spesso i vincitori. Il monumento a Robbiano venne inaugurato l’8 aprile 1934, esattamente un anno dopo la partenza del pilota dall’Inghilterra.

Mark, è riuscito a risalire alle ragioni per cui l’impresa dell’aviatore fallì tragicamente? Stanchezza, un problema meccanico… o altro? I resti di Robbiano non sono mai tornati in patria, sa se Robbiano o i pochi resti riposano in qualche cimitero?

Mark: Quando un pilota esperto perde il controllo del suo mezzo, le motivazioni sono spesso attribuibili a un insieme di concause avverse. Secondo svariate fonti alcuni resti del velivolo vennero ritrovati su un isola dell’estuario del fiume Meghna, una delle zone più remote del Bangladesh. Il suo corpo non fu mai ritrovato.

Letizia, la sua formazione è davvero varia: esperta di moda e costume, designer, guida turistica, formatrice, organizzatrice di eventi museali, ma in questo caso come si è svolta la ricerca sull’abbigliamento nell’aviazione?

Letizia: Ho sempre avuto la fortuna di lavorare in un settore per il quale nutro grande passione e le due cose sono indivisibili da sempre, pertanto l’amore per ciò che si fa è sì fonte di piacere, ma anche di accurato studio, continua ricerca, spesso tanto sacrificio. La ricerca minuziosa è alla base della mia metodologia a prescindere dall’oggetto di indagine. Per concludere sorridendo, le dico che per questo progetto ho voluto superare certi timori che riguardavano i piccoli aerei e dunque ho volato, pilotando anche un aliante, per provare una infinitesimale parte di quelle potenti emozioni che vivificavano e rendevano felice il nostro caro e amato Leonida Robbiano… un mio modo per sentirmi più accanto a lui. Un’esperienza che consiglio a tutti, ricordando che l’Aeroporto “Carlo del Prete” di Vercelli è un posto ricco di soprese emozionanti e davvero strepitoso!