Baccinelli e un sogno diventato realtà: affermarsi fumettista

Un impiego a Disney a 27 anni è il coronamento di un sogno per chi, come te ama disegnare…ma partiamo dagli esordi…quando ti sei avvicinato per la prima volta ai fumetti?

 

baccinelli

E’ veramente il coronamento di un sogno coltivato fin da bambino. Come credo sia avvenuto per la maggior parte di chi fa questo lavoro, infatti, i fumetti sono entrati nella mia vita fin da subito, ho iniziato a sfogliarli e finanche a disegnarli ancor prima di imparare a leggere. I primi “scarabocchi” sono, ovviamente, targati Topolino: in casa ne possedevo in quantità, eredità di papà e di zii  e quindi, per me, si è trattato di uno sbocco naturale. L’ho semplicemente assecondato.

Possiamo dire che essere stato corsista Unipop ti ha aiutato nella scelta del tuo futuro lavorativo? Se sì come?

Il corso di fumetto dell’Unipop è stato fondamentale per me. Ho iniziato a frequentarlo quando ancora andavo al liceo artistico e l’incontro col maestro Daniele Statella ha gettato le basi per quella che è diventata poi una vera e propria professione, oltre che per una collaborazione decennale che dura ancora oggi, proprio con Daniele e con la sua associazione Creative Comics, per me primo vero banco di prova lavorativo.

Baccinelli quante esperienze ha avuto prima di trovare un’occupazione stabile? A quali opere ti sei dedicato, penso alla decorazione dei sussidiari di Lucarelli..ne puoi citare alcune?

Prima di entrare in Disney, ho appunto lavorato a molti progetti legati alla Creative Comics, che vanno dall’illustrazione (penso ai disegni per “l’officina dello scrittore”, rubrica per sussidiari per le scuole curata da Carlo Lucarelli), ma anche alla pubblicità, alla realizzazione di storyboard, fino ad arrivare a vere e proprie pubblicazioni di fumetti per varie case editrici, come una collaborazione con la Star Comics per la miniserie “Legion 75”, un albo fuoriserie di Diabolik, il volume “Come Silvio Piola” per Edizioni Valterza, e i disegni per due albi della casa editrice Q Press. Ho anche realizzato con piacere illustrazioni e copertine per vari libri dello scrittore e poeta Silvano Nuvolone.

Il campo in cui operi prevede una concorrenza meno spietata di altri ambiti in cui l’offerta di lavoratori è maggiore…ma come si capisce se un fumettista è un buon candidato per un editore?

E’ difficile rispondere a questa domanda. In realtà anche nel fumetto la concorrenza può essere agguerrita, e non è facile riuscire a lavorare in modo continuativo. Immagino che, come in altri campi, alla fine sono la qualità del lavoro, la dedizione e la serietà professionale ad essere apprezzate e ben valutate da un editore.

L’Unipop ha lanciato la Scuola di Fumetto e tu ne sarai protagonista. Cosa farai con Mister Statella?

Diciamo che per ora si è parlato dell’ipotesi di affiancare Daniele nel suo corso di fumetto, con dei workshop a tema. Se la cosa si concretizzasse, per me sarebbe davvero stupendo poter tenere delle lezioni proprio all’Unipop, e proprio al corso che mi ha visto per anni come allievo. Sarebbe un magnifico modo per chiudere il cerchio, in un certo senso.

Quali idee hai per il futuro? progetti?

Ovviamente in primis il lavoro in Disney. Spero di poter continuare questa fantastica esperienza, e di riuscire a migliorarmi sempre di più. Nell’immediato futuro, a breve uscirà il nuovo fumetto “Paranoid Boyd”, una serie horror creata da Andrea Cavaletto per edizioni Inkiostro, che si avvale di molte collaborazioni di artisti eccellenti. Il primo numero uscirà in occasione di Lucca Comics 2015. Io mi occuperò, nello specifico, con Daniele Statella e Gianluca Spampinato, del settimo episodio contenuto nel quarto volume.

Rivolgiti ai giovani che non hanno ancora le idee chiare sul loro futuro di artisti del fumetto…cosa possono fare per credere meglio in loro?

Può sembrare scontato, ma il duro lavoro, la gavetta e l’impegno costante, alla fine pagano. Se si è convinti della propria strada e del proprio lavoro, inoltre, non bisogna mai abbattersi alle tante difficoltà, ma perseverare, crederci, e proporsi agli editori, facendo visionare i propri book, e soprattutto ascoltare e mettere in pratica i consigli dei vari addetti ai lavori, dai propri insegnanti, agli editor, ai vari professionisti del fumetto, per raggiungere gli standard necessari in questo campo. A parer mio, oggi anche Internet è utilissimo per dare visibilità al proprio lavoro.