Sei-sfumature-di-risoScrivere in modo gustoso. Ha adottato una sinestesia Enrico Demaria chiamato, nelle vesti di giornalista, a introdurre la presentazione di “Sei sfumature di riso”, il libro scritto a 6 mani dalla Presidente Unipop Paola Bernascone Cappi, dal critico d’arte Pierluigi Pensotti e dallo chef amatoriale Agostino Gabotti. Sabato 23 febbraio, alle ore 18.00, nell’elegante Sala Parlamentino dell’Ovest Sesia l’attenzione del pubblico era tutta rivolta ai tre autori per il desiderio di conoscere l’esegesi di un volume curioso che, nel titolo, fa la parodia ad un noto romanzo “libertino”. «Sei sfumature di riso si gusta con gli occhiı» ha esordito l’ex direttore de La Stampa prima di dare la parola alla ideatrice, la Professoressa Cappi che, ripercorrendo la formula della fiaba, ha raccontato il momento in cui, un anno fa, decise di sedersi ad uno stesso tavolino con due amici speciali.

Il risultato è stato un libro non riconducibile ad una sola categoria: “Sei sfumature” è infatti un  trattato sul significato culturale del colori, un compendio di cucina, un riassunto della storia dell’arte vercellese e della fotografia. E con lungimiranza la regista di casa Unipop ha voluto che l’opera includesse una traduzione inglese per darle un respiro internazionale. «Il filo conduttore è il colore perché il riso, come molti cibi, si presta a declinarsi in tonalità differenti. Mi sono ispirata al libro dell’antropologo  Michel Pastoureau sulla storia del colore  e sul significato simbolico dei colori nelle varie culture scoprendo con sorpresa che le nostre scelte rappresentano il nostro stato psico-fisico» ha spiegato l’accademica.

Ogni capitolo è dedicato a sei tinte: bianco, blu & viola, giallo & arancione, nero, rosso e verde. Ogni abbinamento cromatico a sua volta è associato a sei ricette elaborate da Chef Gabotti, che con il suo fare simpatico ha confessato «di aver impiattato oltre 96 piatti a base di riso sotto le inflessibili direttive di Paola “Canavacciuolo” non sempre paga delle sue performance culinarie».  A condire il tutto è stato il tocco da intenditore di Pier Luigi Pensotti che si è occupato della selezione delle opere d’arte dei cantori vercellesi della risaia. Nella sua cernita compare l’immobilità dei paesaggi di Ezio Bagliano, l’eleganza delle forme di Ezio Mattiuzzi, la modernità di Valentina De Luca, le tonalità  blu di Alessandro Gilardino Nicodemi e il turbinio di colore di Massimo Paracchini fino al simbolo per eccellenza della fatica in risaia: il museo della mondina di Agenore Fabbri, ospitato sulla piazza della Stazione.

23.02.2019 foto E.Salvadori 4